FRIDAY CHILL SESSION

Squilli di protesta: parole e musica per la Libertà

“Freedom, I can’t move”. Da Woody Guthrie a Beyoncé, dai Rage Against The Machine a Fabrizio De André: ripercorriamo le più famose protest songs della storia musicale

 

Di nuovo insieme per un viaggio musicale! In questa Friday Chill Session il nostro speaker Pierluigi Vacca ci ricorda della potenza delle parole e della musica quando si fanno paladine di protesta. Protesta contro i governi oppressori, omicidi a sfondo razziale della polizia, contro le ingiustizie, la negazione dei diritti civili e contro la violenza delle donne.

“Dove alcune di queste canzoni affrontano l’orrore della violenza e dell’oppressione con crudo realismo, altre sono introspettive, presentando mix rabbia e dolore, altre ancora cercano di trasformare l’angoscia in speranza e usare l’amore per sconfiggere l’odio”, ci dice Pierluigi.

 

Ascolta anche: The sound of silence

 

Canzoni che hanno fatto la storia per modalità, contesto storico e messaggio che portano. Il periodo più intenso delle cosiddette protest songs lo possiamo riconoscere a partire degli anni Cinquanta con Woody Guthrie che ispirò decine di artisti, da Bob Dylan fino ai Rage Against The Machine, da Iggy Pop a tutta la scena Posse italiana. Ma l’impegno politico non rimane incastrato nel passato, anzi!

 

Ascolta anche: L’eleganza del velluto grigio: i colori delle icone pop femminili

 

Anche oggi i musicisti non rimangono in silenzio: pensiamo alla morte di George Floyd e a quanto il mondo musicale si sia battuto per questa tragedia, anche grazie alle piattaforme digitiali, usando l’hashtag #BlackLivesMatter per condividere info utili per supportare la protesta. Gli artisti hanno sentito l’esigenza di tutelare i diritti umani, come Beyoncé  che, con la sua Freedom, ha fatto una dichiarazione epocale: e quando canta “Freedom, Freedom, I can’t move” non può non tornarci in mente “I can’t breathe” di Floyd mentre veniva soffocato a morte. E per guardare al nostro territorio nazionale, pensiamo anche al discorso di Fedez sul palco del Primo Maggio e alla polemica scoppiata contro la Rai.

 

 

Ecco la lista dei brani riprodotti nel podcast:

01) The Honey Drippers – Impeach the President (Intro);

02) Beyoncè – Freedom;

03) Gil Scott-Heron – The Revolution Will Not Be Televised;

04) Bob Dylan – Hurricane;

05) Fabrizio De Andrè – Canzone del Maggio;

06) Rage Against The Machine – Killing in the Name of;

07) 99 Posse – Lettera al Presidente;

08) Aretha Franklin – Respect;

09) Joni Mitchell – Big Yellow Taxi;

10) Public Enemy – Fight the Power;

11) Francesco De Gregori – Generale;

12) Ursula Rucker & Wax Tailor – We Be;

13) Bruce Springsteen – American Skin;

14) Sault – Wildfires;

15) Area – Gioia e Rivoluzione;

16) Carl Bean – I Was Born This Way;

17) James Brown – Say It Loud, I’m Black and I’m Proud;

18) U2 – Sunday Bloody Sunday + Simple Minds – Mandela Day;

19) Marvin Gaye – What’s Going On;

20) Bob Marley – Get Up, Stand Up;

21) Miriam Makeba – Malcom X + Nina Simone – New World Coming;

22) Tracy Chapman – Talking About a Revolution;

23) Marc Ribot & Tom Waits – Bella Ciao (Goodbye Beautiful).

 

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