ED È SUBITO SIRI

Art + Future = Dati?

Intervista a Salvatore Iaconesi (HER)

 

“Se invece di prendere sul serio l’arte, la prendessimo per quel che è, come intrattenimento, un gioco, una diversione, l’opera artistica guadagnerebbe così tutta la sua ammaliante riverberazione.” — José Ortega Y Gasset

 

“Non prestare attenzione a quell’uomo dietro la tenda”. Lo dice Dorothy Gale quando il suo cane, Totò, tira indietro una tenda per rivelare un uomo al pannello di controllo e al microfono, il vero mago di Oz. A 120 anni dall’uscita del romanzo The Wonderful Wizard of Oz, viviamo con un mago di nostra creazione che ora è spesso dietro il sipario in videogiochi, film, eventi sportivi. Quel mago non è altro che l’AI e si sta facendo strada nel settore dei Media e dell’intrattenimento.

Il settore Media & Entertainment rappresenta una di quelle che vengono oggi definite reborn industry, aziende che hanno dovuto fare i conti con una trasformazione radicale, scardinando così il proprio DNA.
Il modo in cui scopriamo i nuovi media, il modo in cui consumiamo i media, il modo in cui condividiamo i media, il modo in cui paghiamo per i media. È tutto mutato. Maggiore quantità di dati e spazi di archiviazione, strumenti più intelligenti, potenti e precisi: tutto questo apre la porta all’uso diffuso dell’AI per portare il mondo dei media e dell’intrattenimento a nuovi livelli.

 

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Reed Hastings, il CEO di Netflix, ha dichiarato che “tra 50 anni l’entertainment sarà per l’intelligenza artificiale”. Quando si tratta di intrattenimento su richiesta, la personalizzazione dell’esperienza dell’utente non è più un lusso, ma un’aspettativa: già nel maggio 2016, Netflix aveva annunciato lo sviluppo di un’applicazione di gestione e pianificazione del flusso di lavoro chiamata Meson per la gestione delle sue varie pipeline di machine learning che “costruiscono, addestrano e convalidano algoritmi di personalizzazione” responsabili di fornire raccomandazioni video)

Come emerge dai principali studi di riferimento del settore (da Creative Disruption: The impact of emerging technologies on the creative economy realizzato da McKinsey per il World Economic Forum), l’adozione di tecnologie di Big Data Analytics ha rappresentato cambiamento profondo, innovando il proprio modello di business per garantire la propria competitività anche in ambiti tradizionali.

 

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L’intelligenza artificiale, la realtà aumentata/virtuale e la blockchain stanno cambiando il modo in cui il contenuto viene prodotto, distribuito e consumato. In questo mondo sempre più tecnologico, però, quale è il ruolo dell’Arte e della Creazione nel confronto con gli aspetti psicologici, antropologici, sociali e percettivi della trasformazione in atto? Per il settore dei M&E ci sono due tipi di filiere: una completamente digitale e l’altra dove la digitalizzazione riguarda tutti i processi (dalla produzione, alla distribuzione, alla promozione) ma si conclude con un prodotto fisico.

Per parlare di questo e di altri temi legati al settore artistico e di intrattenimento, Michele Stingo ha intervistato Salvatore Iaconesi, Co-founder e Presidente del centro di ricerca HER – Human Ecosystems Relazioni. Il centro promuove anche il primo Festival di quartiere dedicato all’arte, ai dati e alla cultura dei dati: HER: She Loves S. Lorenzo. L’obiettivo? Creare network e cortocircuiti tra le varie realtà culturali della zona, per rivitalizzare la micro-circolazione. Il Festival segna anche la nascita a Roma del polo di Arte e Dati HER: She Loves Data.

 

 

Ospite

Salvatore Iaconesi

Salvatore Iaconesi è designer, ingegnere robotico, artista e hacker italiano. Nel 2004 ha fondato insieme a sua moglie Oriana Persico Art is Open Source(AOS), con cui si muove tra arte, scienze, tecnologia, comunicazione e design per realizzare opere e progetti sul mondo contemporaneo. I suoi lavori sono stati esposti a livello internazionale in festival e conferenze. Insegna all'Università La Sapienza di Roma e all'Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Firenze. Nel 2016 ha pubblicato La cura (Codice Edizioni), dove racconta come ha affrontato la diagnosi di un tumore al cervello: ha messo online cartella medica e i dati correlati, chiedendo una collaborazione alla cura secondo lo spirito dell'open source, recuperando così la dimensione umana della malattia attraverso la condivisione e l'apertura. Con Oriana Persico ha scritto anche Angel F. Diario di un'intelligenza artificiale (Castelvecchi, 2009).

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