La corsa alle armi del futuro: come l’AI sta rivoluzionando la guerra

Al summit asiatico sulla Difesa tenutosi a Singapore, le principali potenze mondiali hanno discusso l’uso militare dell’intelligenza artificiale, del Quantum Computing e della Bio-ingegneria. È emersa una tendenza preoccupante: mentre le capacità distruttive aumentano, gli sforzi per regolamentare tali tecnologie diminuiscono

 

 

L’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il campo della sicurezza nazionale e militare, con implicazioni significative per il futuro della guerra. Questa trasformazione solleva importanti questioni etiche e geopolitiche, poiché l’adozione dell’AI nelle strategie militari richiede regole adeguate e una governance globale.

Innanzitutto, quale è l’impatto dell’AI?

Negli Stati Uniti, il Dipartimento della Difesa ha identificato l’intelligenza artificiale come una priorità tecnologica cruciale, promuovendo principi di responsabilità e trasparenza per il suo sviluppo. Tuttavia, l’uso crescente dell’AI nel settore militare presenta dei rischi. Secondo un rapporto della RAND Corporation, potrebbe destabilizzare la sicurezza globale, spingendo alcuni Paesi a considerare opzioni nucleari come risposta a minacce percepite.

In Cina, l’approccio è altrettanto aggressivo, con le dovute differenze. Il governo cinese ha implementato una serie di principi etici per guidare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, integrando l’Innovazione tecnologica con una forte centralizzazione e condivisione dei dati tra entità governative e aziende tecnologiche nazionali. Questa strategia potrebbe consentire alla Cina di superare le capacità tecnologiche occidentali.

 

 

Leggi anche Intelligenza artificiale: serve un Kill Switch per evitare un possibile Armageddon?

 

 

L’AI non si limita alle capacità di combattimento; sta rivoluzionando l’intelligence militare. Progetti come Maven del Pentagono utilizzano algoritmi di apprendimento profondo per analizzare enormi quantità di dati e identificare minacce in modo più rapido ed efficiente rispetto agli esseri umani. Tuttavia, la dipendenza dai dati solleva preoccupazioni su possibili errori o manipolazioni.

Un ulteriore aspetto critico è che l’AI potrebbe eliminare la necessità della supervisione umana per le operazioni militari in contesti di guerra. Infatti, in alcuni conflitti recenti, come quello in Libia e Ucraina, sono stati utilizzati droni autonomi capaci di effettuare attacchi senza intervento umano diretto.

La prospettiva di un conflitto guidato dall’AI impone una riflessione profonda e un coordinamento internazionale per sviluppare regole condivise che possano prevenire un’escalation di violenza incontrollata. La necessità di una governance globale dell’AI è cruciale per assicurare che tali tecnologie vengano utilizzate in modo responsabile e per il bene comune.

Mentre l’AI offre l’opportunità di una trasformazione positiva, la sua applicazione in ambito militare richiede attenzione e cooperazione per evitare crisi future. La vigilanza, lo sviluppo di politiche condivise e la cooperazione globale sono fondamentali per garantire un’evoluzione sicura ed etica delle capacità militari di ciascun Paese.

 

Fonte: Wired

Potrebbero interessarti

PODCAST

Open Innovation

Test before invest, ovvero il modello di Venture Client di ELIS Innovation Hub

Ospite: Francesco Parrano

SMASH
con Sabrina Colandrea

PODCAST

Cultura e Società

Umanesimo manageriale nell’era digitale

LEGALTECH SHOW
con Silvano Lorusso

PODCAST

Cultura e Società

La Matematica in Asimov e nel mondo contemporaneo

NOVE VOLTE SETTE
con Cecilia Fronza

PODCAST

Blockchain

Tutto sulla blockchain. Intervista a Jules Piccotti

Ospite: Jules Piccotti

FUTURA
con Mark Bartucca

PODCAST

Community Care

Profit + purpose = ? La formula dell’azienda ideale declinata nei progetti di Social Impact del WMF

THE GOOD BUSINESS
con Sabrina Colandrea

PODCAST

People

Quale sarà il futuro del Customer Success?

C.S.I. Customer Success Italia
con Francesco Acabbi, Mark Bartucca