BeReal, la rivincita dell’autenticità

10 giorni sul social network nato in Francia nel 2020. È un sì

 

 

bereal

Dopo una lunga riunione di redazione, che non è riuscita ancora a convincermi dei meriti di TikTok, ho deciso di scaricare, invece, BeReal. Nato in Francia nel 2020 da un’idea di Alexis Barreyat e Kevin Perrau, e di recente esploso in Italia, questo nuovo social si basa sul principio dell’autenticità.

Dopo 10 giorni di sperimentazione posso dire che mi piace. Merita di crescere per le foto brutte, vere, che grazie al cielo spariscono dopo 24 ore, anche se, da millennial, non resisto e mi capita di salvarne alcune. Altro aspetto che ha contribuito a farmi apprezzare il nuovo social è l’assenza di pubblicità, dovuta alla mancanza di contenuti duraturi cui ancorarla (aspetto che, però, potrebbe decretarne il declino).

Notevole poi la caratteristica dell’attivazione, in contemporanea, della telecamera frontale e di quella posteriore. Non è un caso che TikTok abbia di recente lanciato Now, nuova funzionalità per intrattenere i follower che permette di usare entrambe le telecamere e che si attiva grazie a un timer di tre minuti.

Su BeReal, infatti, ciascun utente può pubblicare una sola volta al giorno senza la possibilità di “preparare il post” con filtri e altri accorgimenti perché è il social stesso che dice quando pubblicare. Il momento è identico per tutti: una notifica avvisa che, nei due minuti successivi, si dovrebbe pubblicare un contenuto, in qualunque stato o situazione ci si trovi. Ovviamente si può saltare l’appuntamento e “rimediare” pubblicando in ritardo, ma si risulterà meno autentici.

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Solo se si partecipa con il proprio BeReal del giorno si ha la possibilità di vedere e interagire con i contenuti realizzati dagli altri utenti nelle ultime 24 ore. A proposito di interazione, un’altra novità introdotta dal social francese sono le realmoji, selfie con cui simulare le proprie reazioni alla vista di un post. Ogni utente può creare la propria versione dello smile, degli occhi a cuoricino, dell’insopportabile pollice in su, e così via.

L’idea di fondo, l’esaltazione dell’autenticità, è agli antipodi rispetto a ciò che è diventato Instagram nel tempo, un insieme di “foto posate” per dimostrare ai propri follower che si ha una vita splendida. Su BeReal, invece, se si sta facendo una lavatrice, fuori piove e si ha una faccia sbattuta, finalmente si vede. Raccontarsi è quasi d’obbligo di questi tempi, per la prima volta ci viene chiesto di farlo in modo autentico.

Perché non provare?

Sabrina Colandrea

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