Fenomeno Francesco Costa. Inizia con il botto il Late night di Riccardo Cotumaccio al Monk

L’host tv ha ospitato il vice direttore de Il Post, Francesco Costa, per il lancio del suo Late night

 

Il firmacopie di Francesco Costa prima del Late night Monk

 

Una folla di millennial adoranti, compostamente ordinati in fila per due, ciascuno munito della propria copia di California, ha invaso il Monk nell’attesa di farsela autografare e scambiare due parole con il più famoso podcaster italiano, che si dà il caso essere anche il vice direttore de Il Post.

La ragione di tanto pubblico, infatti, indubitabilmente sta in Morning, podcast-rassegna stampa che Francesco Costa conduce tutte le mattine e che, prima ancora – ha detto di svegliarsi intorno alle 4.00 – prepara, mentre i suoi ascoltatori dormono beati.

Di recente la prestigiosa rivista The New Yorker gli ha dedicato un lungo articolo, The man who explains Italy, definendolo “fenomeno dei nuovi media”. Aggiungendo che, nel contesto dei giornali italiani, secondo la rivista “in gran parte costituiti da istituzioni noiose e insulari, luoghi più interessati a se stessi e alla conservazione del proprio status di quanto non lo siano dei loro lettori”, Costa, prima blogger poi podcaster, ha “un’influenza modernizzante sul ruolo del giornalista nella società civile italiana”.

Un riconoscimento non da poco. Ma come è arrivato un giovane giornalista – a 38 anni un giornalista in Italia è praticamente in fasce – a un seguito e a una credibilità simili?

È emerso chiaramente persino nel contesto del Late night Monk, brillantemente condotto da Riccardo Cotumaccio a Roma.

A domande serie come quelle sulla genesi dell’ultimo saggio pubblicato e sulla realizzazione di un prodotto di successo come Morning – “una performance estrema, quando mi alzo non ho idea di cosa dirò” – si sono alternate gag squisitamente comiche. Come quando Costa ha dovuto “spiegare bene” live quattro concetti complicati (bicamerale, spread, Rosatellum, colecisti) riprendendo la formula introdotta dal Post, a sua volta diventata un format riconoscibile e di successo. O come quando il vice direttore del Post si è ritrovato a recitare il famoso monologo di Mario Brega “Due de passaggio” dal film Borotalco di Carlo Verdone.

È apparso evidente che Costa non si risparmia per il proprio pubblico fin dal momento del firmacopie: una foto, due battute, un sorriso per tutti. Umiltà, riconoscenza, grande preparazione – al punto da riuscire a improvvisare, con 10 anni di ritardo, una finta puntata di Morning ambientata il 9 novembre 2011, giorno delle dimissioni di Silvio Berlusconi da Presidente del Consiglio. E poi l’attenzione alla scelta delle parole, sue e dei colleghi, tanto apprezzata dagli ascoltatori quanto motivo di scontento tra i giornalisti meno inclini al confronto.

La credibilità di Costa è prima ancora la credibilità che si è guadagnato Il Post in 12 anni di vita online, rinunciando a battere sul tempo gli altri quotidiani, evitando di pubblicare notizie non verificate, perdendo qualche click, certo, ma evitando dietrofront e conquistando lettori.

Al pubblico romano Costa ha raccontato anche la gavetta: è arrivato al Post grazie ad un blog, aperto negli anni in cui tra blogger ci si conosceva un po’ tutti. Tra questi contatti c’era Luca Sofri, che a un certo punto lo ha invitato a trasferirsi a Milano perché voleva aprire un quotidiano. All’inizio non pubblicare per primi una notizia non è stata tanto una scelta quanto un “buco” dovuto alla mancanza di forze (la redazione era composta da 5 persone). La serietà ha pagato e oggi i giornalisti del Post sono più di 50.

La cifra di Costa è l’amore per gli Stati Uniti, come Cotumaccio ha ricordato rompendo il ghiaccio all’inizio dell’intervista. Una passione nata seguendo la candidatura alle primarie di “un senatore afroamericano con un nome un po’ strano, Barack Obama, che non aveva alcuna speranza”. Il primo vero incarico giornalistico lo porta proprio a seguire lo scrutinio durante una riunione di americani a Roma. È un momento storico importante, gli americani si abbracciano commossi, Costa c’è e può finalmente raccontarlo, dopo mesi trascorsi a moderare commenti livorosi sul sito dell’Unità, sembra, è il sogno di una vita.

 

I prossimi appuntamenti con il Late night Monk di Riccardo Cotumaccio:

  • Mercoledì 19 ottobre con Enrico Vanzina
  • Mercoledì 26 ottobre con Chiara Baschetti
  • Mercoledì 9 novembre con Le Coliche
  • Mercoledì 16 novembre con Marta Filippi
  • Mercoledì 23 novembre con Francesco De Carlo

 

 

Ascolta anche la nostra intervista a Francesco Costa: Innovazione e informazione, verso un giornalismo sempre più digital

Sabrina Colandrea

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