Il futuro della blockchain è al servizio delle ONG?

Il mondo della beneficenza abbraccia il Web3 tra donazioni verificate tramite blockchain e fondi in criptovalute

 

 

ONG e blockchain, un binomio che sembra destinato ad avere sempre più successo.

Grazie alla sua natura decentralizzata e trasparente, la blockchain permette, infatti, non solo di creare un sistema globale di donazioni, ma anche di accrescere la fiducia dei donatori.

Come? Creando, tramite degli Smart Contract, un filo diretto tra donatori ed enti beneficiari grazie al quale l’entità delle donazioni, la loro provenienza e il loro impiego sia dettagliato (e verificabile) in ogni passaggio.

Sono diverse le ONG che stanno sperimentando strumenti Hi-Tech come Smart Contract, blockchain e soluzioni di intelligenza artificiale. Tra queste possiamo citare il World Food Programme che, tramite il progetto “Building Blocks” garantisce che i trasferimenti di fondi siano crittografati e protetti.

 

 

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Contemporanemente, si moltiplicano le piattaforme decentralizzate che raccolgono donazioni, validate tramite protocolli di blockchain, offrendo un canale privilegiato a ONG di ogni tipo e dimensione. Alcuni nomi? BitGive Foundation, Binance Charity, AIDChain, Bithope e Pinkcoin.

Anche in Italia qualcosa si sta muovendo in questo senso, come dimostra il recente convegno dell’Osservatorio Blockchain & Distributed Ledger.

Durante l’evento, i partecipanti hanno potuto scansionare un QR Code e ottenere un #NFT ERC-721 sulla rete Polygon (una blockchain basata su Ethereum). Il token dava la possibilità di partecipare a una votazione in cui si decideva a quale onlus destinare i fondi in criptovalute.

Al termine della consultazione è stato generato uno Smart Contract che ha destinato un terzo dei fondi all’ente con il maggior numero di preferenze e suddiviso il resto tra le altre organizzazioni partecipanti.

 

 

Leggi anche: Che anno è stato per la blockchain?

 

 

“Crediamo fermamente nel valore e nelle potenzialità della blockchain”, hanno commentato, al termine dell’evento, i portavoce di Save The Children. E hanno aggiunto: “Non a caso, allo scoppio della guerra in Ucraina, abbiamo prontamente attivato una raccolta fondi in criptovalute, posizionandoci tra le prime realtà in Italia a garantire l’opportunità alla community del Web3 di contribuire in prima persona al sostegno delle bambine e dei bambini che vivono in zone di conflitto”.

Redazione

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