La crescita dell’ecosistema dell’Innovazione in Europa e in Italia

Dalla prospettiva storica alle possibili proiezioni future

 

 

Si è tenuto nel pomeriggio di ieri, martedì 21 febbraio 2023, presso Spazio Europa, sala conferenze gestita dall’ufficio del Parlamento europeo in Italia e dalla rappresentanza in Italia della Commissione Europea, il seminario “La crescita dell’ecosistema dell’Innovazione in Europa e in Italia: prospettiva storica e proiezione futura“.

Primo evento di un ciclo di azioni che Vision & Global Trends – International Institute for Global Analyses intende dedicare a Innovazione, Ricerca & Sviluppo e trasferimento tecnologico, l’appuntamento è stato utile a discutere, in una prospettiva storica, i tratti salienti dei processi innovativi attivati negli ultimi tre decenni in Europa e in Italia, al fine di individuare le linee di tendenza che questi stessi processi hanno contribuito a determinare nel tempo e, contestualmente, a delineare gli sviluppi futuri del variegato ecosistema dell’Innovazione, anche in riferimento agli strumenti introdotti dal PNRR.

Dopo l’introduzione ai lavori da parte di Tiberio Graziani, Chairman di Vision & Global Trends, si sono susseguite le relazioni di prestigiosi esponenti del mondo della Ricerca tecnologica, dell’Economia, della Finanza innovativa e dei servizi avanzati: il Prof. Fabio Pistella di ENR, già Presidente del CNR e direttore generale di ENEA; il Prof. Luigi Nicolais, attualmente Presidente di Cotec e di Materias; Luigi Amati, Chairman Business Angels Europe; Nicoletta Amodio, Executive Adviser Ricerca & Innovazione di Confindustria; Marco Baccanti, direttore generale della Fondazione ENEA Tech e Biomedical; Alessia Melasecche Germini, AD di META Group; e, in chiusura, Giovanni Zazzerini, segretario generale di INSME.

L’intervento del Prof. Fabio Pistella è stato mirato a destrutturare la narrativa sull’Innovazione: “Il sistema Ricerca è ‘embedded’ perché fa parte di un macro-sistema”, ha osservato. E ha aggiunto: “Gli interessi, specie nei campi della Ricerca e dell’Innovazione, devono essere sempre convergenti e mai indipendenti”.

Secondo il professore, andrebbero riconcettualizzati i concetti di “autonomia” e “interdipendenza”, in quanto “concetti accademici che si scontrano con soggetti forti”. Non solo, “per l’ecosistema innovativo i tempi sono drammatici e bisognerebbe dare importanza a diversificazione, potere contrattuale, che cosa si intende per sviluppo sostenibile, accesso al credito”.

 

 

Leggi anche: Al via il Fondo dei fondi europeo a sostegno delle startup altamente tecnologiche

 

 

A seguire, il Prof. Luigi Nicolais ha esordito elencando le tre transizioni che stiamo vivendo: quella della digitalizzazione del dato, che dovrebbe essere obbligatoria; quella green, a sua volta un must; e quella economica. A questo proposito ha citato i progetti europei avviati in questi ultimi anni per l’ecosistema innovativo: ERC (Europe Research Council), FIS (Fondo italiano per la Scienza), FISA (Fondo italiano per le scienze applicate), EIC (Europe Innovation Council), e missione 4 C2 del PNRR.

In merito al mondo della Finanza, l’intervento di Luigi Amati è stato fondamentale per passare allo sguardo verso il futuro, dopo aver approfondito la prospettiva storica, che è servita anche a sottolineare criticità, come l’errore di assommare in un’unica figura ricercatori e innovatori, appartenenti a mondi ben distanti che dovrebbero dialogare.

Amati ha tirato le somme sulla situazione di Business Angels, VC e crowdfunding, per poi elencare i trend europei del prossimo futuro:

– più donne investitrici (dal 5-10% al 30-40%);
– l’Europa vuole diventare più Europa (si pensi al Fondo dei fondi europeo stanziato di recente con un budget di circa 4 miliardi di euro);
– gli investitori starebbero facendo sempre più networking e iniziando collaborazioni;
sostenibilità (come lo storytelling sulla tassonomia verde e sui criteri ESG – Environmental, Social & Governance).

Infine, tra i punti sollevati durante l’intervento della CEO di META Group, Alessia Melasecche Germini, la necessità di concentrarsi sull’impatto dell’Innovazione come chiave per trasformarla in benefici per la società. Questa trasformazione, secondo la manager, è possibile con l’uso efficace dei risultati derivanti dalla diffusione, dallo sfruttamento e dalla commercializzazione. A suo avviso c’è bisogno di più “ricercatori imprenditoriali”, che siano in grado di tradurre la Ricerca in opportunità di business, di “commercializzarsi” e comunicare con il mondo dell’Industria.

 

Fonti: Vision & Global Trends; Startup Business

Redazione

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