Bard VS ChatGPT. Arriva in Italia la sfida di Google a OpenAI

Da ieri è disponibile anche in italiano Bard, il software di AI generativa di Google, diretto concorrente di ChatGpt

 

 

Bard, l’intelligenza artificiale di Google, che era stata presentata al grande pubblico lo scorso febbraio, è oggi in grado di ascoltare, parlare, comprendere e scrivere con gli utenti in 40 lingue, italiano compreso.

Il chatbot avversario di ChatGPT “attinge a informazioni sul web per fornire risposte aggiornate e di alta qualità”, hanno spiegato da Mountain View. E hanno aggiunto, sul tema privacy: “Ci siamo confrontati con esperti, legislatori ed enti regolatori, inclusi i Garanti per la protezione dei dati, per comprendere il loro punto di vista e le loro indicazioni. Abbiamo adottato misure per aiutare le persone a gestire le informazioni in modo responsabile”.

Lo ricorderete: in Italia, a fine marzo, ChatGpt è stato sospeso per un mese dopo le osservazioni del Garante della Privacy. Google ha deciso, quindi, di tutelarsi prima dello sbarco in Europa: i prompt fatti a Bard saranno gestiti dai computer di Mountain View, dove saranno raccolti i contenuti delle conversazioni, la posizione, i commenti e altre informazioni sull’utilizzo. Google ne garantisce l’anonimizzazione, anche se ha suggerito agli utenti di non inserire nelle domande poste al software informazioni personali. Inoltre, sempre nell’ottica della tutela della privacy, sarà possibile ridurre la durata massima di memorizzazione delle attività (fissata di default a 18 mesi), eliminarle o impedirne la raccolta.

 

 

Ascolta anche la nostra serie podcast “A little privacy, please!”

 

 

In una conference call, Jack Krawczyk, Sr. Director of Product per Google, ha spiegato che “Bard è un’esperienza diversa dalla ricerca di Google, essendo uno strumento di espansione delle possibilità dell’immaginazione, di amplificazione del più potente computer al mondo, che resta la mente umana”.

Le più significative differenze rispetto al competitor ChatGPT, invece, riguardano la possibilità di non registrarsi sul sito e la garanzia di ottenere risposte più aggiornate. Bard, infatti, può attingere da Internet, è integrato nel motore di ricerca di Google e può fornire collegamenti diretti ai siti web quando richiesto. ChatGPT, invece, funziona con il Generative Pre-training Transformer-4 e tutte le sue risposte provengono da una base di conoscenze che risale a settembre 2021.

Secondo OpenAI, poi, ChatGPT è in grado di ricordare ciò che è stato detto nelle conversazioni precedenti fino a un massimo di 3mila parole. La capacità di Bard di ricordare è “volutamente limitata per ora”, ha dichiarato, invece, Google, ma l’azienda sostiene che questa capacità crescerà nel tempo.

Dal canto suo, però, Bard crea diverse versioni di ogni risposta, chiamate “bozze”, permettendo agli utenti di scegliere quella che preferiscono, mentre ChatGPT dà un solo riscontro. Krawczyk ha spiegato che questa soluzione è stata implementata per evitare il “senso di autorevolezza” che si avverte alla ricezione di un’unica risposta.

Rispetto alla versione beta di Bard rilasciata a febbraio, inoltre, sono presenti alcune nuove funzionalità pensate per migliorare l’esperienza degli utenti. Una delle più importanti riguarda il sistema vocale incorporato nel chatbot. Le risposte di Bard, infatti, oltre a essere lette possono essere ascoltate cliccando sull’icona dell’altoparlante. Presto sarà possibile scegliere tono e stile delle risposte tra cinque opzioni: semplice, corta, lunga, professionale o informale.

 

FONTI: Ansa, Forbes, Tgcom24

Sabrina Colandrea

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