Eva Statiella, ad Acqui Terme arriva la prima Assessora generata dall’AI

Ad Acqui Terme entra in giunta la prima Assessora generata dall’intelligenza artificiale. Si occuperà di AI, transizione digitale e, paradossalmente, umanizzazione

 

 

Si chiama Eva Statiella, ha i capelli scuri, i lineamenti mediterranei e un’età impossibile da verificare. Perché Eva non esiste, almeno non nel senso tradizionale del termine. È la prima Assessora comunale italiana generata dall’intelligenza artificiale, e a fine giugno entrerà ufficialmente nella giunta di Acqui Terme, in provincia di Alessandria, per volontà del sindaco Danilo Rapetti.

Eva è l’acronimo di Enhanced Virtual Assistant; non prenderà decisioni politiche né firmerà atti amministrativi. Il ruolo è simbolico e sperimentale, pensato per capire dove questa tecnologia potrà arrivare. L’Assessora AI riceverà le deleghe all’Intelligenza artificiale, alla Transizione digitale e, con un evidente paradosso simbolico, anche all’Umanizzazione. Una scelta volutamente provocatoria: usare un’entità artificiale per migliorare il rapporto tra amministrazione e cittadini.

Il compito concreto dell’Assessora virtuale sarà analizzare le richieste dei cittadini e snellire la burocrazia. Sarà affiancata da un collega in carne e ossa, ma il progetto non si ferma qui: il sindaco Rapetti ha in cantiere anche un “sindaco avatar” per rispondere in tempo reale a cittadini e turisti, e un back-office automatizzato dove le AI gestiranno le pratiche più ripetitive, dall’anagrafe all’urbanistica.

 

 

Ascolta anche: Cosa sappiamo su Anna Luce D’Amico, candidata sindaca artificiale

 

 

Non si tratta di un caso isolato: qualche mese fa aveva fatto scalpore in Albania la nomina di Diella, prima Ministra degli Appalti generata con l’intelligenza artificiale con l’obiettivo dichiarato di combattere la corruzione.

Non solo: circa un anno fa vi avevamo raccontato della candidata sindaco artificiale per Taranto, Anna Luce D’Amico. In quell’occasione, però, ci si era fermati alla candidatura, qui siamo a delle vere e proprie nomine.

Il fenomeno non può essere letto come Fantascienza. Il processo per cui l’AI entrerà a far parte sempre più della PA è inesorabilmente avviato. Resta da capire fino a dove potrà spingersi.

S. C. 

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