Nel nuovo episodio di Rome Smart Hub, Aldo Menichelli racconta la Smart Security della Capitale. Parliamo di intelligenza artificiale e del progetto Biondo Tevere per una città capace di anticipare i rischi lungo il fiume
Una città sicura è una città che riesce ad accorgersi in anticipo dei rischi. È da qui che parte il nuovo episodio di Rome Smart Hub, il podcast di Radio Activa Plus realizzato in collaborazione con la Consulta Roma Smart City Lab, che questa volta entra nel mondo della Smart Security & Safety.
Se per decenni abbiamo associato la sicurezza urbana a pattuglie e telecamere, oggi la tecnologia sta cambiando quest’ambito radicalmente. AI e dati in tempo reale possono aiutare a riconoscere situazioni di rischio prima che si trasformino in emergenze. Questa è la direzione verso cui si sta muovendo Roma.
A raccontarcela è Aldo Menichelli, ingegnere informatico e della sicurezza e coordinatore del tavolo Smart Security & Safety della Consulta Roma Smart City Lab. Un tavolo trasversale che mette insieme le università e le azienda (sia pubbliche sia private) per affrontare i problemi concreti della città. Nello specifico parliamo di sicurezza predittiva: nella Smart Security, infatti, non si tratta più soltanto di mitigare un fenomeno, quando se ne riconoscono i segnali, bensì di utilizzare grandi quantità di dati e sistemi di intelligenza artificiale per individuare pattern e anticipare ciò che potrebbe accadere.
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Un esempio particolarmente significativo arriva dal Tevere. Uno dei progetti su cui sta lavorando il tavolo Smart Security & Safety, infatti, si chiama Biondo Tevere. L’idea è di sviluppare una rete di totem intelligenti collocati lungo i ponti della Capitale. Il cuore del progetto è un DAE, un defibrillatore automatico esterno, immediatamente accessibile in caso di arresto cardiaco.
Il progetto pilota è pensato a partire da Ponte Sisto, per poi poter essere esteso lungo il tratto urbano del Tevere fino ad arrivare a Ostia. L’obiettivo è ridurre drasticamente i tempi di accesso a un defibrillatore e aumentare così le possibilità di salvare una vita. Ma il totem non si limiterebbe a questo. Potrebbe integrare sensori per il monitoraggio del fiume e sistemi capaci di generare dati e alert in tempo reale, creando un punto di osservazione intelligente sul territorio.
Il nome in valutazione per il totem è Augusto, in riferimento all’imperatore che, secondo quanto raccontato durante la puntata, diede una forma di governance al Tevere. Augusto potrebbe inoltre dialogare con uno degli elementi più curiosi di Ponte Sisto: il celebre “occhione”, l’apertura sul ponte tradizionalmente legata al controllo del livello del Tevere. L’idea è che, in caso di innalzamento del fiume, il sistema possa contribuire a segnalare il pericolo e impedire l’accesso alle banchine.
Ma come si garantisce che i dati generati in tempo reale siano integri, sicuri e utilizzabili anche dal punto di vista legale senza rallentare la comunicazione di un’emergenza?
Per scoprirlo, ascolta la conversazione completa con Aldo Menichelli!







