Food Cost in Cloud mette l’AI al servizio della ristorazione

Un Management Control System in grado di gestire autonomamente e automaticamente le attività ordinarie e straordinarie di produzione, controllo e gestione nella ristorazione. Ecco l’intervista all’ideatore e founder, Vincenzo Liccardi

 

 

Lasciatevelo dire da una semplice ragazza che ha lavorato per anni in un ristorante di provincia: la tematica della riduzione degli sprechi è LA questione principale in questo mondo; unitela poi alla massimizzazione delle risorse e avrete il quadro completo di un panorama economico che ha bisogno di rinnovarsi per avere successo a lungo termine. Noi di Radio Activa Plus iggi parliamo proprio di Innovazione nel mondo della ristorazione con l’ideatore e founder di Food Cost in Cloud, Vincenzo Liccardi.

Il software Food Cost in Cloud

 

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In un momento storico caratterizzato da una drammatica crisi climatica e da fenomeni naturali sempre più violenti, è indubbia la necessità di eliminare, o quantomeno limitare, gli sprechi e massimizzare le risorse. La siccità dell’inverno appena trascorso e le gravi alluvioni che hanno colpito il Paese in primavera, oltre alla tragica situazione internazionale, rendono manifesta l’urgenza di utilizzare al meglio le possibilità di cui disponiamo. Osservando il report diffuso da Waste Watcher International Observatory on Food and Sustainability, e stando ai dati raccolti nel mese di gennaio 2023, in Italia si gettano circa 524,1 grammi pro capite a settimana, ovvero ben 27,253 kg annui. Uno spreco che, solo a livello domestico, vale 6,48 miliardi di euro. Cifra che sale vertiginosamente, toccando i 9 miliardi di euro, se si considera anche lo spreco che avviene a monte, nelle filiere di produzione e distribuzione.

C’è una soluzione a tutto ciò?

 

 

Sempre a tema intelligenza artificiale, leggi: Dove non arriva ChatGPT, Ask Jesus

 

 

“Dato che la questione dello spreco alimentare è un tema di responsabilità sociale, oltre che economico, ritengo più che mai essenziale porre le nuove tecnologie a servizio della ristorazione“, afferma Vincenzo Liccardi, ideatore e fondatore dell’innovativa piattaforma Food Cost in Cloud. “L’idea è informatizzare i processi di rifornimento, conservazione e distribuzione delle materie prime per ottimizzarne l’uso e limitarne lo spreco.”

L’obiettivo, come detta l’Agenda ONU, è quello di dimezzare gli sprechi alimentari entro il 2030 – continua Liccardi – ed è chiaro che, per raggiungerlo e rendere l’intero settore del food maggiormente sostenibile, è necessario il contributo dei singoli esercenti. Per questo, abbiamo ideato in un unico software tutte le funzioni necessarie a rendere sostenibile un’impresa nel campo della ristorazione.”

 

 

Ascolta un altro nostro podcast: Competenze al femminile e nuove professioni abilitate dalle nuove tecnologie

Una ricetta su Food Cost in Cloud

 

Data la complessità della gestione di un ristorante, infatti, è impensabile tenere sotto controllo tutti i parametri necessari per evitare gli sprechi, ottimizzare le risorse e mantenere alta la creatività, senza l’ausilio di un sistema informatico. Quindi, in collaborazione con un pool di esperti, il nostro intervistato ha creato un sistema di controllo di gestione in grado di gestire sapientemente e automaticamente le attività ordinarie e straordinarie di produzione, controllo e gestione nella ristorazione.

In altre parole, attraverso la fusione di AI, Machine Learning e Cloud, Vincenzo Liccardi ha messo la tecnologia al servizio di tutti quei ristoratori e di tutte quelle ristoratrici che in Italia vogliono amalgamare tradizione, Innovazione e sostenibilità.

Non dimentichiamoci, però, che queste realtà vogliono vedere i fatti. Per loro sarà importante capire quanto impatta questa nuova invenzione in cucina, quanto è difficile da gestire, e così via. Le risposte sono nell’intervista, ma mi perdoneranno gli ascoltatori se faccio uno spoiler: no, Food Cost in Cloud non è ostico da utilizzare come lo SPID.

 

 

Ascolta un altro nostro podcast: Perché è indispensabile lo SPID?

Francesca Ponchielli

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