Il futuro dell’AI: cos’è l’Affective Computing

L’Affective Computing rappresenta una svolta significativa nel campo dell’intelligenza artificiale, ampliando le possibilità di interazione empatica tra uomo e macchina. Rose e Ameca sono le novità presentate da Reply

 

 

L’Affective Computing sta rivoluzionando il mondo del Digital Human, portandoci verso una nuova era tecnologica. Superstudio Più di Milano, noto per ospitare le Innovazioni di Reply, uno dei principali operatori italiani nel settore informatico, è il palcoscenico di questa trasformazione. Rose, assistente virtuale emotiva con capelli rosa e corti, è pronta a rispondere con empatia alle richieste dei visitatori durante l’evento annuale di tendenze tecnologiche e innovazioni aziendali organizzato dall’azienda.

 

Combinazioni digitali di emozioni

Rose è un esempio concreto di come l’intelligenza artificiale con l’Affective Computing possa comprendere e rispondere alle emozioni umane. Utilizzando la tecnologia audio2face, Rose analizza gli input vocali, identifica l’emozione prevalente e genera una risposta empatica che si riflette anche nelle sue espressioni facciali.

La sua reazione è dinamica e si adatta costantemente al tono e allo stato d’animo dell’interlocutore, basandosi su un “carattere” predefinito. Attualmente, Rose utilizza le sette emozioni primarie delineate da Paul Ekman, ma si prevede un’espansione a 48 emozioni in futuro.

Questo tipo di tecnologia può essere estremamente utile per le aziende. Per esempio, un assistente virtuale gioioso può migliorare l’onboarding dei nuovi dipendenti, mentre un approccio più risoluto può essere efficace nella formazione interna del personale. La versione avanzata di Rose, che è in sviluppo, mira a combinare queste emozioni per suggerire azioni e reazioni durante la giornata, affinando i suoi consigli attraverso un database storico delle interazioni.

 

 

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Ameca, l’umanoide emotivo

Questa tecnologia trova applicazione anche in Ameca, un robot umanoide avanzato. Grazie all’Affective Computing, Ameca può migliorare ulteriormente le proprie capacità, offrendo nuove opportunità in campo industriale. Nel settore Automotive, ad esempio, Ameca potrebbe risultare cruciale per il rispetto delle normative europee che richiedono soluzioni per la valutazione della guida impropria entro il 2026. Utilizzando Ameca come simulatore di guida, si possono accelerare e ridurre i costi dei test e della progettazione di nuovi sistemi, includendo anche l’aspetto emotivo che riguarda il guidatore.

Ma le occasioni d’uso di Ameca non si fermano all’Automotive. Potrebbe essere impiegato nel Turismo e nella Sanità, anche se l’obiettivo a lungo termine è la “tele-esistenza”.

In futuro, con l’Affective Computing questo robot umanoide potrebbe rappresentarci in riunioni e conferenze a distanza, replicando la nostra personalità e le nostre emozioni in tempo reale.

 

 

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Nuove applicazioni dell’AI

Reply ha mostrato anche altre applicazioni dell’intelligenza artificiale. Tra queste, la Smart Video Analysis, una tecnologia che permette di analizzare video e ricavare dati strutturati per la ricerca e il tracciamento di persone e oggetti. Questa soluzione può essere utilizzata per migliorare la sicurezza e la produttività nelle fabbriche, monitorare infrastrutture critiche e offrire supporto al settore retail, ai trasporti e alle forze dell’ordine.

Con l’obiettivo di trasformare la ricerca video in tempo reale, questa tecnologia consente di “interrogare” lunghe sequenze video senza doverle visionare completamente.

L’Affective Computing rappresenta una svolta significativa nel campo dell’intelligenza artificiale, ampliando le possibilità di interazione empatica tra uomo e macchina. Le innovazioni presentate da Reply, come Rose e Ameca, mostrano come questa tecnologia possa comprendere e rispondere alle emozioni umane, aprendo nuove prospettive in vari settori industriali e commerciali.

L’integrazione di emozioni nell’AI non solo migliora l’interazione con l’uomo, ma offre anche soluzioni più efficaci e personalizzate, avvicinandoci a un futuro in cui la tecnologia potrebbe non essere solo intelligente, ma anche emotivamente consapevole.

 

Fonte: Wired 

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