La tecnologia 3D sbarca sulle passerelle dell’alta moda di Parigi

Cosa sappiamo sulla tecnologia 3D alla base dell’abito spray di Bella Hadid

 

Immagine creata con DALL-E 2. Prompts: 3d, fashion, model, haute couture, spray dress, colored

 

Chi l’ha detto che la stampa 3D non è alla moda?

La settimana dell’haute couture più famosa al mondo ha avuto il merito di far ri-esplodere il tam-tam mediatico intorno alla tecnologia 3D. Infatti, l’etichetta francese Coperni ha trasformato una normale sfilata in una live-performance degna del miglior genio del marketing, Jordan Belfort. La supermodella Bella Hadid ha calcato il palco inizialmente con nessun indumento addosso. Poi ha preso posto al centro della scena e si è lasciata vestire in diretta tramite quello che a prima vista poteva sembrare un banalissimo spray. Così non è stato.

 

 

Per vedere il video della sfilata

 

 

Hadid è stata letteralmente dipinta con uno spray che in pochi secondi ha trasformato un semplice spruzzo in un abito bianco di tessuto. Come un quadro che prende vita. Come è stato possibile?

Grazie all’innovazione portata avanti dal dottor Manel Torres, fondatore e amministratore delegato di Fabrican Ltd., società fondata nel 2003 per esplorare l’uso della tecnologia nella moda, nella sanità, nei prodotti e nell’automazione industria.

Torres, che ha studiato moda al Royal College of Art di Londra, ha sviluppato e brevettato la tecnologia che, una volta spruzzata su qualsiasi superficie, compresi i liquidi, si asciuga istantaneamente e si traduce in uno strato di tessuto non tessuto.

Il tessuto spray viene applicato utilizzando tecnologie come aerosol, spruzzatori industriali e stampa 3D. Lo stesso Torres è stato protagonista della performance, dato che era uno dei due “artisti-scienziati” impegnati a dipingere la modella sul palco.

 

 

Non solo tecnologia 3D, ma anche metaverso

 

 

Questa tecnologia 3D può porre un tassello importante anche in tema sostenibilità e salute. Come afferma il portavoce di Coperni, infatti:

Può essere utilizzato per realizzare abiti innovativi che possono essere lavati, indossati nuovamente e persino integrati con dispositivi diagnostici in grado di monitorare la salute di chi li indossa. La tecnologia consiste in fibre corte legate insieme a polimeri, biopolimeri e solventi ecologici che forniscono il tessuto in forma liquida, quindi evaporano quando lo spray raggiunge una superficie.

I negozi del futuro avranno spray appesi al posto dei vestiti? Si entrerà nel camerino in intimo e si uscirà con un abito, pronti per la cena o un colloquio di lavoro? O gli spray arriveranno direttamente nelle nostre case?

Francesca Ponchielli

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