Non solo Robotica, alla Maker Faire Rome 2022 focus su Agritech e sostenibilità

Nel padiglione dedicato al tema Life tanti progetti su Circular Economy, Agritech, Recycling e Upcycling 

 

 

Maker Faire, il più grande spettacolo dedicato all’innovazione alla creatività al mondo, è diventato negli anni una rete globale di eventi-piattaforme di innovazione. La più grande di queste è Maker Faire Rome – The European Edition, che mette Roma al centro del dibattito su scienza, tecnologia, innovazione, business, idee.

Nel 2022, per i 10 anni dell’edizione romana, agritech, foodtech, Circular Economy, Recycling e Upcycling hanno trovato largo spazio. Un intero padiglione ha accolto tutti gli espositori che hanno presentato al pubblico le proprie innovazioni dedicate al macro-tema Life.

La redazione di Radio Activa Plus ha raccolto alcune testimonianze. Per esempio la voce di Alessandro Contaldo, ingegnere elettronico membro del team di Yeastime, startup che ha sviluppato un processo di fermentazione 2.0 utilizzando un innovativo ciclo di stimolazione applicato dinamicamente ai bioreattori. La tecnologia di Yeastime è dotata di sensori finalizzati al monitoraggio in tempo reale ed è integrata con un generatore di onde meccaniche in grado di ottimizzare il processo, riducendone la durata complessiva del 30%. Il prodotto ottenuto grazie a questa tecnologia sarà il risultato di un’interazione ottimale tra il microrganismo target e gli ingredienti di base.

 

 

Tra i maker che hanno presentato progetti per la produzione di cibo del futuro, c’era Giorgia Pontetti, classe ’77, ingegnere elettronico e astronautico, con una forte passione per la natura e la tecnologia. Dal 1996, CEO di G & A Engineering, centro di ricerca privato di microelettronica per applicazioni spaziali e piccole imprese in grado di progettare e produrre apparati speciali per applicazioni militari e spaziali, Pontetti ha avviato, nel 2014, la sua azienda agricola – al contempo tradizionale e tecnologica – chiamata Ferrari Farm, dove coltiva sia in pieno campo che in serre idroponiche sterili, sigillate e computerizzate.

Ferrari Farm è stata selezionata come testimonial dell’innovazione in agricoltura, vincendo numerosi premi. Per Giorgia, l’agricoltura “svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo di tutte le civiltà e oggi, considerando l’inquinamento, i cambiamenti climatici e la sovrappopolazione, è fondamentale sviluppare metodi alternativi di produzione alimentare che non compromettano il funzionamento degli ecosistemi”. Lo stand di Ferrari Farm ha presentato alla fiera RobotFarm, serra delle dimensioni di una lavatrice; Hydrowall, Vertical Farm delle dimensioni di una fioriera; SOLE, armadio rack dimostratore a terra di future serre spaziali; RobotLamp, lampade LED di nuova generazione per coltivare ovunque. E, ancora, una stampante 3D alimentare per prodotti nutraceutici, vitaminici e fonti di antiossidanti, realizzati a partire da materie prime fresche o da scarti della trasformazione agroalimentare, in grado anche di produrre snack-on-the-go e alimenti personalizzati, per sportivi, militari e astronauti.

Nei tre giorni della fiera, ci siamo anche fatti raccontare da Alberto de Iudicibus, assegnista di Ricerca del CREA, il progetto HERMES, finanziato da Lazio Innova. Dalla collaborazione tra CREA ed ENEA, tesa a definire una tecnologia sostenibile per il recupero e la valorizzazione di scarti di natura organica, è nato HERMES, che prevede lo studio del processo di bioconversione degli scarti realizzata dalle larve del dittero Hermetia illucens, nota come “mosca soldato”. La bioconversione, che rientra tra i trattamenti CORS (Conversion of Organic Refuse by Saprophages), permette di ottenere un residuo utilizzabile come ammendante e una biomassa larvale fonte di biomolecole (proteine, lipidi e chitina) da destinare allo sviluppo di filiere bio-based. De Iudicibus ci ha spiegato le possibili applicazioni del residuo ottenuto dal processo.

 

 

Sabrina Colandrea

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