Quasi 9 italiani su 10 vogliono porre un limite all’accesso ai loro dati

Una nuova ricerca di VMware svela le principali preoccupazioni dei consumatori italiani riguardo alla sicurezza dei loro dati

 

 

Un recente studio condotto da CS On Research per conto di VMware ha rivelato che quasi il 90% degli italiani desidera porre limiti all’accesso ai propri dati, sottolineando la crescente preoccupazione per la sicurezza delle informazioni personali. In particolare, “l’81% degli intervistati considera cruciale che i dati sanitari siano conservati all’interno dei confini nazionali, sottolineando la necessità di soluzioni avanzate per la gestione e la protezione dei dati sensibili”.

 

Le preoccupazioni dei consumatori: controllo e sicurezza

Vediamo alcuni degli insight più interessanti su cui riflettere.

  • L’87% degli italiani si sente più sicuro potendo revocare l’accesso ai propri dati, evidenziando una crescente consapevolezza sulla gestione delle informazioni personali.
  • Il 64% preferisce che i dati siano conservati in Italia, indicando una forte preferenza per la sovranità nazionale.

Tuttavia, le scelte riguardo ai dispositivi e alle tecnologie di conservazione variano, con il 32% che opta per dispositivi personali, il 25% per Data Center locali e sorprendentemente il 16% per la conservazione su supporto cartaceo.

 

 

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Dallo studio VMware si evince l’accoglienza dell’intelligenza artificiale

L’AI emerge come alleata nella gestione dei dati, “con il 65% degli italiani favorevoli all’intervento dell’AI per migliorare servizi, ridurre costi e aumentare la velocità delle operazioni“. Nonostante qualche perplessità legata alle possibili derive etiche dell’AI, la maggioranza delle persone intervistate riconosce, quindi, i benefici di questa nuova tecnologia che potrebbe anche supportare la gestione delle informazioni personali.

 

 

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Bilanciare opportunità e rischi

Da questa ricerca emerge che due soggetti vanno tenuti d’occhio: banche e PA.

Le app bancarie, infatti, sollevano preoccupazioni significative sulla sicurezza, “con il 32% dei consumatori timorosi della condivisione dei dati con le banche e il 25% preoccupato della vendita dei dati a entità internazionali”.

Questi risultati evidenziano in modo lampante la necessità di rigorose normative per garantire la sicurezza dei dati finanziari e prevenirne gli utilizzi non autorizzati.

Parallelamente, nel contesto della Pubblica Amministrazione, “il 61% degli intervistati richiede la protezione adeguata dei dati da minacce informatiche. Il controllo sull’accesso ai propri dati è cruciale per il 50% degli utenti, mentre l’81% ritiene essenziale che i dati sanitari siano conservati in Italia”. Anche queste preoccupazioni rappresentano un campanello d’allarme che il Governo non può permettersi di ignorare.

In conclusione, la sicurezza dei dati in Italia richiede soluzioni avanzate per garantire una gestione sicura e conforme alle normative.

Saranno i privati a muoversi prima?

 

Noi di Radio Activa Plus, intanto, parliamo di sicurezza digitale nel nostro podcast “A little privacy, please!

Francesca Ponchielli

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