WOW - WOMEN ON WEB

Non è un web per donne: 1 hater su 2 colpisce le donne

Intervista a Sonia Montegiove, giornalista e informatica

 

Revenge porn, disparità di genere, disparità economica, violenze, molestie, catcalling. Le donne purtroppo sono vittime e bersagli di una società patriarcale, maschilista e sessista. Ma non è “solo” questo: nella nuova puntata di WOW – Women On Web, oggi parliamo hate speech, odio online e di come la tecnologia possa aiutare a contrastare la violenza sulle donne in tutte le sue forme.

Francesca Pucci e Federica Meta hanno infatti intervistato per Radio Activa Sonia Montegiove, giornalista, informatica, collaboratrice de Il Messaggero e consigliera dell’Ordine dei Giornalisti Regionale Umbria.

La tecnologia digitale che molto spesso viene vista come uno strumento utile, poiché può indubbiamente aiutare a contenere la violenza con tanti progetti – dall’ai agli open data, dal machine learning ai big data -, purtroppo in molti casi può acuire episodi di violenza, mettendo a disposizione delle situazioni di controllo che prima non erano possibili.

 

Ascolta anche: L’algoritmo è maschilista: il rapporto tra AI e uguaglianza di genere

 

“La consapevolezza più importante che dobbiamo avere è che la violenza sulle donne non è solo un problema della vittima, ma è un problema sociale. Questa è la ragione per cui chi si occupa di tecnologia dovrebbe farsi carico di questa problematica”, afferma Sonia Montegiove.

In un suo articolo sul Messaggero, infatti, espone un problema da non sottovalutare: su twitter un hater su due ha avuto come bersaglio le donne. I numeri emergono dalla quinta edizione della Mappa dell’Intolleranza, voluta da Vox – Osservatorio Italiano sui Diritti.

Ma come possiamo uscire da questo odio che colpisce le donne?  La Mappa dell’intolleranza analizza i dati che abbiamo a disposizione sulle conversazioni online. Sebbene quest’anno lo hate speech è diminuito in modo notevole rispetto al 2019, si è focalizzato molto di più sul genere femminile e lo studio ha messo in evidenza che vengono prese di mira sotto il punto di vista della professionalità. Se fino ad ora era il corpo della donna a essere sotto i riflettori dell’odio, per la prima volta le donne – complice forse l’emergenza sanitaria che ci ha colpito da oltre un anno – vengono attaccate in primis nella sfera lavorativa e anche incitate a smettere di lavorare.

 

Ascolta anche: Una, nessuna, centomila nerd: Materie STEM & Gender Gap

 

Sull’odio bisogna lavorare, e ancor di più sull’odio online, perché su internet è più duraturo, geograficamente illimitato, molto più insistente e potenziato. Ma non solo: la Mappa ha messo in evidenza anche una correlazione tra violenza online e violenza fisica: nel momento in cui si rilevano dei femminicidi, ci sono dei picchi di odio online, come se i maltrattanti si sentissero “legittimati” a fare violenza anche fisica da questo clima di odio che si respira sui social. “Qui emerge l’aspetto fortemente negativo della tecnologia che influisce sulla vita reale”.

Cambiano le offese, cambiano gli strumenti. Ma come si può agire per arginare e soprattutto diminuire tutto questo odio? La Montegiove ha fatto parte del gruppo di esperti nominati dal Ministero dell’Innovazione per individuare misure di contrasto all’hate speech. La Ministra Pisano ha infatti richiesto un lavoro sull’odio online e gli esperti hanno fatto una lunga riflessione su quali fossero le migliori misure di contrasto.

Nonostante alcuni vorrebbero inasprimenti delle pene, Sonia Montegiove sottolinea che non è la soluzione; “lavorare sulla Cultura è un percorso più difficile, lungo e faticoso rispetto a una legge per imbavagliare gli haters. Ma fin dalla scuola materna occorrerebbe lavorare sulla consapevolezza digitale, ossia essere in grado di usare gli strumenti di oggi per comunicare meglio, per costruire ponti e non per veicolare odio”. Un impegno che parte dalle nuove generazioni in cui possiamo nutrire grandi speranze, per fortuna.

T. Sharon Vani

 

 

Ospite

Sonia Montegiove

Sonia Montegiove è giornalista, informatica, collaboratrice de Il Messaggero e consigliera dell’Ordine dei Giornalisti Regionale Umbria. Ha fatto parte del gruppo di esperti nominati dal Ministero dell’Innovazione per individuare misure di contrasto all’hate speech. Analista informatica, programmatrice e formatrice, collabora da oltre venti anni con scuole, università, ordini professionali e agenzie di formazione su progetti […]

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