Al via i test di impianti cerebrali sull’uomo per Neuralink, la startup di Musk

Neuralink, la startup di Elon Musk, ha annunciato di aver ottenuto l’approvazione da parte della Food and Drugs Administration degli Stati Uniti per testare i suoi impianti cerebrali sull’uomo

 

 

Elon Musk ha mantenuto la sua parola: Neuralink ha ufficialmente ottenuto il permesso dalla U.S. Food and Drugs Administration (FDA) per iniziare i test dell’interfaccia cervello-computer (BCI) sugli esseri umani.
Neuralink è un’azienda statunitense di neurotecnologie nata sette anni fa che, nello specifico, si occupa di sviluppare interfacce neurali impiantabiliLa startup di Elon Musk ha annunciato su Twitter che l’autorizzazione della FDA è uno step molto importante per la sua tecnologia, che ha lo scopo di consentire ai cervelli di comunicare con i computer direttamente attraverso il pensiero.

“Si tratta di un primo passo importante che consentirà un giorno alla nostra tecnologia di aiutare molte persone”, ha spiegato l’azienda californiana in una nota, aggiungendo che “le assunzioni per le sperimentazioni cliniche non sono ancora aperte”.

 

 

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I dispositivi che sta sviluppando Neuralink saranno utilizzati in primis per aiutare le persone paralizzate o affette da malattie neurologiche. “Ora siamo fiduciosi che il dispositivo di Neuralink sia pronto per l’uomo. La tempistica dipende dal processo di approvazione della FDA”, aveva dichiarato Musk a fine novembre su Twitter, appena un mese dopo l’acquisto del social network.

Secondo ex dipendenti di Neuralink, le principali preoccupazioni della FDA riguardavano la batteria al litio del dispositivo e il rischio di possibili danni provocati dai sottili fili che permettono la connessione dell’impianto neurale. Infatti, in caso di malfunzionamento durante la ricarica, il rischio era quello di arrivare a danneggiare il tessuto circostante.

 

 

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Senza dubbio, l’approvazione della FDA è un grande passo in avanti per l’azienda di Elon Musk, che negli ultimi mesi stava attraversando un periodo di stasi, dovuto non solo all’attesa dell’approvazione, ma anche alle recenti indagini sulle pratiche di sperimentazione animale condotte dalla società.

In un futuro molto prossimo le persone potrebbero arrivare a pagare diverse migliaia di dollari per dotare il proprio cervello della potenza di un computer. Per Elon Musk questi chip devono consentire all’umanità di raggiungere una “simbiosi con l’AI”, per dirla con le sue parole pronunciate alla conferenza dell’azienda nel 2020.

 

Fonte: Ansa

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