Fino al 31 maggio, nella sede storica di via Tribunali che custodisce il Caravaggio, 200 cartoline realizzate da studenti di tre città raccontano pregiudizi, stereotipi ed empatia
Prosegue a Napoli l’itinerario della mostra “The Plot #2” ideata da Giangiacomo Rocco di Torrepadula, dopo la tappa di Torino.
Con l’inaugurazione del 21 maggio 2026, la Fondazione The Plot ETS – in collaborazione con il Pio Monte della Misericordia e la Fondazione Pio Monte ETS – porta il suo progetto di dialogo tra arte, neuroscienze comportamentali e intelligenza artificiale nella storica sede custode del capolavoro di Caravaggio Le Sette Opere di Misericordia. Il progetto costruisce un dialogo tra ricerca contemporanea e patrimonio artistico, mettendo in relazione nuove forme di sperimentazione culturale e scientifica con uno dei luoghi storici più significativi di Napoli.
C’è un algoritmo che guarda come ascolti. Non quello che dici, ma come sei presente quando qualcun altro parla. E alla fine ti restituisce un ritratto: più nitido se sei stato davvero lì, sfuocato o frammentato se la tua attenzione ha ceduto.
Si chiama “I-Art Speed-Date: Ascolto” ed è il cuore esperienziale di “The Plot #2 – L’Arte Racconta le Neuroscienze Comportamentali”, la mostra in corso al Pio Monte della Misericordia di Napoli, istituzione fondata nel 1602 che da oltre quattro secoli custodisce, tra gli altri, il capolavoro di Caravaggio.
200 cartoline contro i pregiudizi
La prima parte della mostra, inclusa dal 22 maggio nel biglietto del museo, si chiama “200”, come le cartoline esposte all’interno della chiesa, realizzate da studenti di tre città: 150 ragazzi dell’Istituto Comprensivo Antonelli Casalegno di Torino, dell’Istituto Tecnico Fermi Gadda e del Liceo Scientifico Mercalli di Napoli, più altri 50 della Scuola Internazionale di Comics di Milano e Napoli, con tecniche che vanno dal disegno all’incisione.
Le opere sono nate durante laboratori triennali finanziati dalla Fondazione CRT, in cui i partecipanti sono stati invitati a lavorare su pregiudizi, stereotipi e disinformazione, traducendoli in immagini. Il risultato è una narrazione visiva che rende osservabili processi normalmente invisibili: come si formano le percezioni, come scattano i giudizi, come si costruiscono – e come si abbattono – le barriere tra persone.
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Le radici di tutto questo affondano nel 2020. Dopo la morte di George Floyd, Rocco di Torrepadula aveva avviato “A Postcard for Floyd”, un progetto di Mail Art: spedì circa 700 cartoline raffiguranti una sequenza fotografica di una candela che si spegne – nove scatti per ognuno dei drammatici minuti dell’agonia di Floyd – chiedendo ai destinatari di rispedirgliele con una frase, un disegno, qualsiasi emozione evocata da quell’immagine. La risposta fu ampia e inaspettata: artisti, scrittori e personalità del mondo della cultura risposero all’appello. Da quella riflessione collettiva sul razzismo è nata nel tempo la struttura dei laboratori che oggi alimentano “The Plot”.
Un ritratto che si frammenta se smetti di ascoltare
La performance “I-Art Speed-Date: Ascolto” porta la riflessione in una dimensione interattiva e tecnologica. I partecipanti vengono fotografati e poi invitati a dialogare con una persona sconosciuta per 10 minuti. Non conta cosa si dice, ma quanto si è capaci di ascoltare.
L’algoritmo IA – unico al mondo e realizzato con il Consorzio Interuniversitario Cineca – analizza in tempo reale la qualità dell’interazione (attenzione, presenza, coinvolgimento) senza entrare nel contenuto della conversazione. Al termine, i dati vengono trasformati in un’elaborazione visiva che restituisce un nuovo ritratto: più l’ascolto è autentico, più l’immagine risulta definita; quando si indebolisce, il volto si altera, si frammenta o cambia cromia. Il risultato è un’opera unica generata dall’incontro, che rende visibile la qualità della relazione.
Per partecipare all’esperienza è necessario essere maggiorenni e prenotare sul sito del Pio Monte della Misericordia. I posti sono limitati.
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