La fisica restaura l’arte? Il Progetto ARTEMISIA: quando l’Innovazione incontra il patrimonio artistico

Creare una mappa “GIS” delle opere d’arte per studiare e analizzare grazie all’intelligenza artificiale lo stato di degrado dei materiali: ecco l’ambizioso Progetto ARTEMISIA finanziato dalla Regione Lazio e dal MIUR 

 

 

Si è tenuto il 12 ottobre 2023 l’evento conclusivo del Progetto ARTEMISIA intitolato “Intelligenza artificiale e tecnologie innovative per la fruizione e valorizzazione del patrimonio culturale”, presso il Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese a Roma.

“Il restauro delle opere d’arte rappresenta un terreno d’incontro assolutamente privilegiato tra le discipline cosiddette STEM e quelle umanistiche”. Ha esordito così la dott.ssa Federica Pirani, direttrice della Direzione Patrimonio artistico delle ville storiche, nel suo intervento alla conferenza stampa presso la sala de Chirico. Ed è forse, il restauro, l’ambito in cui queste differenze dei saperi trovano la maggiore intersezione. Cesare Brandi, illustre storico e filosofo d’arte, affermava che il primo atto dell’attività di restauro è il riconoscimento dell’opera d’arte in quanto tale, soprattutto nella sua consistenza fisica.

ARTEMISIA è l’acronimo di ARTificial intelligence Extended-Multispectral Imaging Scanner for In-situ Artwork analysis ed è un progetto di sviluppo sperimentale che fa proprio quello di cui parlava Brandi: analizza la consistenza fisica. Come si legge sul sito, propone l’implementazione di una tecnologia innovativa per l’identificazione in-situ dei materiali pittorici, definita come BR-RIS (Broad Spectral Range Reflectance Imaging Spectroscopy). Il progetto è volto al potenziamento della diagnostica di imaging attraverso un’estensione dell’intervallo spettrale di analisi e lo sviluppo di algoritmi di intelligenza artificiale dedicati sia al riconoscimento automatico che al monitoraggio dello stato di degrado dei materiali costituenti le opere d’arte.

 

 

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Il prototipo sviluppato è il risultato di anni di collaborazione tra diverse realtà; capofila del progetto, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare – Laboratori Nazionali, in collaborazione con il partenariato composto dall’Università di Roma La Sapienza (in particolare il laboratorio di Ingegneria delle materie prime – RawMaLab del dipartimento di Ingegneria chimica, materiali, ambiente), l’Istituto Centrale del Restauro, X-Team Software Solutions S.r.l, VIANET S.r.l. e la Sovrintendenza Capitolina.

Tale prototipo prevede la combinazione di due tecnologie: l’imaging iperspettrale (nell’intervallo spettrale VIS-NIR) e la spettroscopia InfraRossa in Trasformata di Fourier (FT-IR) in riflessione (intervallo spettrale MIR)1, e il loro potenziamento attraverso la fusione dei dati spettroscopici, l’implementazione di algoritmi di intelligenza artificiale e la generazione di immagini informative multilivello per la creazione di una mappa “GIS” dell’opera d’arte.

 

 

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I dipinti della collezione permanente del Museo Bilotti, un interessante gruppo di circa 40 opere di pittura contemporanea che comprende lavori di Giorgio de Chirico e Andy Warhol, sono stati messi a disposizione della sperimentazione di questo avanzato sistema. In particolare, il dipinto “Mobili nella stanza“, importantissima opera di de Chirico realizzata nel 1927 durante uno dei soggiorni più significativi dell’artista a Parigi, è stata oggetto di diverse e approfondite sessioni di indagine.

 

Un momento della conferenza stampa

 

 

 

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Con una sovvenzione di oltre 192mila Euro, il Progetto ARTEMISIA è risultato vincitore dell’avviso pubblico di LazioInnova, società in house della Regione Lazio. L’obiettivo era la realizzazione di un tool di analisi a supporto del restauratore/conservatore nella valutazione dello stato di conservazione dell’opera e nella pianificazione degli interventi di conservazione e restauro. Tuttavia, gli sviluppi potenziali del progetto sono molteplici e grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale, si potrebbe arrivare a diagnosticare in breve tempo, e con un maggior precisione, i danni e lo stato di salute del bene artistico, ma anche ad attribuire un’opera a un determinato periodo storico, artista, corrente.

Non solo: si potrebbero scoprire con più facilità i falsi d’autore!

Noi di Radio Activa Plus siamo davvero curiosi di scoprire tutti i futuri sviluppi del progetto e lo seguiremo con molta attenzione. Intanto, se passate per Villa Borghese, una visita (gratuita) al Museo Carlo Bilotti è d’obbligo.

 

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