L’avatar robotico è qualcosa che non sapevate di volere

Mentre la VR porta un essere umano in un ambiente virtuale, il sistema “avatar robotico” porta un essere umano in un ambiente fisico: è l’ultima geniale idea dell’Avatar XPrize

 

 

Appena mi è capitato di leggere l’ottimo articolo di “IEEE Spectrum” su gli avatar robotici ho pensato subito a un’applicazione pratica: lo mando a parlare con l’HR! Ma ci sono molte altre opportunità, come mandarlo a lasciare la tua compagna in un ristorante affollato, utilizzarlo per uscire il venerdì sera stando comodamente seduto sul divano di casa sotto al plaid… queste potrebbero, però, essere tutte situazioni legate al mio essere un millennial, ma ci siamo capiti su che tipo di rivoluzione può generare.

Nonostante la robotica negli ultimi anni abbia fatto molti passi avanti come disciplina – chi non trova simpatici i robot della Boston Dynamics che danzano? – possiamo dire di essere ancora lontani dalla totale dominazione del mondo da parte degli automi, per nostra fortuna.

Come evidenzia “IEEE Spectrum”, i robot non sono pronti per andare da soli per il mondo reale. In alcuni contesti abbastanza specifici, i robot autonomi possono avere delle applicazioni molto interessanti, come, ad esempio, in ambienti semi-strutturati, come uffici, ospedali e magazzini. Ma quando si tratta di situazioni non strutturate, come le aree di disastro, nell’interazione con umani, o qualsiasi situazione che richieda inventiva e creatività, spesso sono in difficoltà.

Per l’immediato futuro possiamo quindi stabilire, tirando un sospiro di sollievo, che gli esseri umani sono ancora necessari.

 

 

Leggi anche: Robot collaborativi e social robot, a che punto siamo?

 

 

Ciò non significa che gli esseri umani debbano essere sempre presenti fisicamente vicino ai robot: basta che un essere umano sia in qualche modo coinvolto. E questo crea un’opportunità.

Opportunità colta nel 2018 dalla Fondazione XPrize, che ha lanciato il concorso Avatar XPrize (sponsorizzato dalla compagnia aerea giapponese ANA), che sfidava i partecipanti a creare “un sistema di avatar che può trasportare la presenza umana in una posizione remota in tempo reale”, con l’obiettivo di sviluppare sistemi robotici che potrebbero essere utilizzati dagli esseri umani per interagire con il mondo ovunque ci sia una connessione Internet decente.

L’evento finale si è svolto lo scorso novembre a Long Beach, in California, dove 17 squadre provenienti da tutto il mondo si sono sfidate per un montepremi di 10 milioni di dollari. Tra i partecipanti c’era il team iCub dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova, che ha presentato un robot umanoide bipede, l’iCub, alto 100 centimetri, che si è classificato 14esimo su un totale di 17 avatar.

Sebbene si trattasse per lo più di progetti di ricerca, l’Avatar XPrize ha fornito strutture e finanziamenti per aiutare alcuni dei migliori robotisti del mondo a spingere i limiti di ciò che è possibile attraverso la telepresenza. Qui il video.

 

 

Leggi anche: Non sapete regolarvi con il sale? Un robot chef assaggia il cibo per voi

 

 

Da quello che si vede, l’esperienza è simile alla realtà virtuale, poiché entrambi i casi consentono a una persona situata in un luogo di sperimentare e interagire con un altro luogo utilizzando la tecnologia come interfaccia. Come la VR, un avatar robotico efficace consente all’utente di vedere, sentire, toccare, muoversi e comunicare in modo tale da sentirsi effettivamente altrove.

Ma mentre la Virtual Reality porta un essere umano in un ambiente virtuale, il sistema di avatar robotico porta un essere umano in un ambiente fisico, che potrebbe essere nella stanza accanto o a migliaia di chilometri di distanza.

I metodi disponibili con cui possiamo trasportarci fisicamente da un luogo all’altro non stanno crescendo abbastanza rapidamente“, afferma David Locke, direttore esecutivo di Avatar XPrize. “Una perturbazione in questo spazio è da tempo dovuta. Il nostro obiettivo è aggirare le barriere di distanza e tempo introducendo un nuovo mezzo di connessione fisica, consentendo a chiunque nel mondo di sperimentare fisicamente un’altra posizione e fornire assistenza sul campo quando e dove necessario“.

Il premio finale è stato vinto dal team NimbRo che ha presentato un avatar robotico in grado di performare efficacemente in tutte le prove proposte. Qui il video.

Come usereste il vostro avatar robotico? Scriveteci sui nostri canali social per raccontarcelo.

Mark (Apprendista Geek) Bartucca

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