Barbara Vecchi, Head of Strategy and Platform presso la Fondazione IFAB e fondatrice di Oltree, ospite del nuovo episodio di WOW – Women on Web: ecco perché un’innovazione senza diversità non è davvero innovazione
Quando si parla di tecnologia e di genere, la conversazione finisce quasi sempre nello stesso modo: servono più donne nei settori STEM, dal mondo accademico e della ricerca ai board e ai tavoli decisionali. Tutto corretto, lo sappiamo bene e qui su Radio Activa Plus ne parliamo spesso… ma non è abbastanza.
Ce lo ricorda Barbara Vecchi, Head of Strategy and Platform presso la Fondazione IFAB (International Foundation Big Data and Artificial Intelligence for Human Development) e fondatrice di Oltree, azienda di cosmesi sostenibile, ospite del nuovo episodio di WOW – Women on Web, il podcast di Transizioni Hub prodotto da Radio Activa Plus e condotto da Francesca Pucci e Federica Meta.
“Non bastano più donne, serve più diversità. Di culture, di età, di background, di esperienze.”
Perché la società che queste tecnologie devono servire è complessa, e non puoi capirla se stai guardando sempre dallo stesso angolo.
Il ragionamento che Vecchi ci mostra durante l’episodio parte da un’osservazione maturata in anni di lavoro tra supercomputer e intelligenza artificiale: dobbiamo dividere il concetto di innovazione da quello di efficienza. Oggi, tra sfide climatiche sempre più urgenti, guerre, questioni sociali e tecnologiche che chiedono risposte radicalmente nuove, di questa efficienza estrema non sappiamo cosa farcene. Bisogna dirlo.
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C’è un passaggio dell’intervista che vale la pena sottolineare.
“Le nuove tecnologie non sono solo per persone giovani”, dice Vecchi, “sono per tutti e devono servire a tutti.”
Sembra ovvio, eppure la maggior parte dei processi di innovazione vengono progettati da gruppi omogenei per età, formazione e provenienza culturale, e i prodotti che ne derivano lo rispecchiano fedelmente. Includere significa progettare anche per chi non è già presente.
Quello che rende questo episodio diverso dalla solita discussione sul Gender Gap nella tecnologia è proprio questo; si tratta di capire che la qualità delle decisioni dipende dalla qualità della diversità di chi le prende. Perché non stiamo parlando di riempire quote o correggere una sproporzione numerica, non possiamo ridurre la questione del Gender Gap solo a un fattore di quantità. Questo argomento riguarda tutti e tutte, non solo le donne e non solo i settori tech.
Se lavori nell’innovazione, nella formazione o semplicemente ti stai chiedendo come costruire ambienti di lavoro e di pensiero davvero aperti, questo episodio è un buon punto di partenza.
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