Gli algoritmi hanno ucciso il piacere della scoperta?
Nuova puntata di Ed è subito Siri. Ad accompagnarci ormai un trio consolidato di speaker: Michele Stingo, Enrico Iannucci e Fabio Ragno. Parliamo di serendipity; il pretesto perfetto arriva da un interessante articolo di Roberta Iuppa, dal titolo La serendipità e il pensiero divergente. Infatti, Iuppa ci informa, sul fronte psicologia, che “ci sono parole che risuonano dentro di noi più di altre”.
Cosa significa serendipità?
In primis, si tratta di un termine che abbraccia trasversalmente diversi campi: dalla scienza, alla letteratura, al cinema. Per essere precisi basta dare uno sguardo alla Treccani, ma per dirla in modo semplice: potrebbe essere quella strana sensazione di scoperta felice per caso. Potrebbe essere capitato a ognuno di noi, nel quotidiano. Tu stai passeggiando e per strada incontri qualcosa e/o qualcuno che non stavi cercando e si rivela essere un happy turning point of your life, del tutto imprevedibile e casuale.
Ascolta anche: L’algoritmo è maschilista: il rapporto tra AI e uguaglianza di genere
Cosa hanno in comune la serendipità e l’Intelligenza artificiale?
Pensiamo al nostro mondo, al nostro percorso ibrido come prosumer. La nostra bacheca di Instagram è influenzata dalle persone nella nostra cerchia e dalle tematiche che interessano questa stessa cerchia. Il mio feed può essere diverso dal tuo che stai leggendo e così via all’infinito. Viviamo in un mondo phygital che punta tante e diversificate risorse in una direzione di calcolo e probabilità.
Camminiamo con i paraocchi o esperiamo ancora momenti di pura scoperta, di serendipità?
Ascolta anche: Netflix vs Cinema
Proviamo a capire quanto siamo influenzati: qual è l’ultima serie che hai guardato non suggerita apposta per te? E se oggi ci venisse indotta questa serendipità?
Naturalmente, non siamo ingenui e capiamo che il continuo venire a contatto con cose che potrebbero interessarci non è frutto del caso, ma abbiamo iniziato ad accettare questo meccanismo, forse perché non riusciamo più a farne a meno.
Ci siamo disabituati all’iniziativa personale della ricerca? Siamo dei moderni “drogati” di un’altra dose di contenuti consigliati?
Ascolta il podcast per saperne di più.
Francesca Ponchielli