LEVEL UP

Il burrascoso caso di Cyberpunk 2077

Come mai il lancio di un titolo così atteso come Cyberpunk 2077 si è improvvisamente trasformato in una debacle mondiale?

 

Cercheremo di capire cosa è successo con questo videogioco e come mai c’è stata una vera e propria rivolta social contro la casa di sviluppo; dai continui rinvii di CDPR alla presa di coscienza di aver omesso determinati problemi del gioco fino alle scuse della software house, questo titolo ha portato a galla dei problemi del settore.

Ma partiamo dalle origini. Cyberpunk 2077 è un videogioco d’azione openworld di ambientazione fantasy della casa di sviluppo polacca CD Projekt Red, la più grande software house europea – sì, la sua quotazione supera anche Ubisoft.

Il videogioco venne annunciato nel 2012. In quegli anni la PS4 e Xbox One sarebbero arrivate alle fine del 2013, come sempre a novembre: dunque l’annuncio di Cyberpunk era stato fatto nel pieno della next gen di quegli anni. Il nuovo titolo era molto atteso dai giocatori di ruolo e questo non fece altro che aumentare l’hype dei fan.

 

Ascolta anche: Multiplayers ovunque: la febbre degli esports

 

Tuttavia, da allora se ne persero le tracce. Passarono gli anni, e nel 2015 CDPR godeva di ottime valutazioni grazie allo sviluppo di The Witcher 3, che è ancora oggi un gioco incredibile (comprese le sue espansioni), con centinaia di ore di gioco che non annoiano mai. La fiducia riposta nella casa di sviluppo era quindi illimitata e negli ultimi 2 anni si erano cominciate a vedere le prime immagini di Cyberpunk 2077. Ad aprile 2020 sarebbe dovuto uscire il gioco, che però subisce diversi rinvii (anche a causa del Covid-19), riuscendo a vedere la luce solo a dicembre 2020.

La campagna marketing ha sempre mostrato delle partite in game che venivano prese da PS4. Quale è stato, dunque, il problema? Come mai un gioco così atteso ha subito tante critiche?

CDPR aveva annunciato che Cyberpunk 2077 avrebbe girato anche sull’ormai old gen… ma così non è stato; infatti, funziona molto bene con pc, Google Stadia e la next gen, ps5 e xbox series x,  ma non per quella precedente. L’architettura non riesce a supportare il gioco che è stato sviluppato palesemente per pc e next gen… non quella del 2012, ma quella attuale. Vendere un videogioco sull’old gen, che non riesce a girare, pieno di bug, che non mantiene neanche i 30 fps e quindi continui crash del sistema, non è solo un grosso errore a livello di sviluppo, ma anche e soprattutto di marketing.

 

Ascolta anche: Boss fight tra console Next Gen: Sony vs Microsoft

 

La casa ha poi pubblicato in alcuni post le sue scuse ufficiali, aprendo ai rimborsi (cosa non ben accettata da Sony e Microsoft). Inoltre, l’azienda ha dedicato un’intera pagina del sito per aggiornare su come intende continuare i lavori sul gioco e tramite una serie di FAQ ha voluto rispondere ad una serie di domande degli utenti.  Tuttavia, questo videogioco non è stato un floop economico. Il titolo ha venduto tantissimo e CDPR ha annunciato che solo nei primi giorni di vendita è rientrata dei costi di produzione.

Perché non prendersi altro tempo per migliorare la giocabilità sull’old gen? Perché non posticipare – ancora – il lancio? Ma soprattutto, come andrà a finire? Proviamo a fare luce su questa burrascosa vicenda con il nostro Gabriele Barducci in questa nuova puntata di Level Up.

T. Sharon Vani

 

 

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