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Ann Leckie: gli imperi, noi, gli altri

“Quando si parla di imperi, c’è sempre qualcun altro là fuori da conquistare, da soggiogare…”

 

 

Insieme a Lorenzo Davia, Damiano Lotto ed Emiliano Maramonte, proseguiamo l’excursus di CIFcast attraverso le tematiche più calde della Fantascienza internazionale affrontando, nel corso di questa puntata dedicata ad Ann Leckie, in maniera più ampia la questione del diverso, dell’altro, dell’alieno. La prospettiva è ancora una volta peculiare: gli imperi galattici e quelli… dell’interiorità umana.

L’autrice indagata dai nostri speaker si è imposta all’attenzione del grande pubblico con un’opera di grande respiro narrativo e speculativo, la trilogia Imperial Radch.

Appassionata di Fantasy fin da bambina, Ann Leckie non ha però avuto subito successo, anzi ha faticato ad essere pubblicata. A partire dal 2006, e dopo diversi workshop di scrittura, ha visto finalmente uscire alcuni suoi racconti su qualche rivista di settore.

 

 

Ascolta anche: Dentro la testa della scrittrice (di Sci-Fi)

 

 

Nel 2013, dopo sei lunghi anni di lavoro, il suo romanzo di esordio, Ancillary Justice, l’opera che dà il via alla trilogia dell’impero del Radch, ha visto la luce. Con Ancillary Justice Leckie ha avuto un grande riscontro di pubblico e ha vinto, tra gli altri, il Premio Hugo, il Premio Nebula, il BSFA Award, il Premio Arthur C. Clarke e il Premio Locus come autrice esordiente.

Un anno dopo l’autrice ha pubblicato il secondo episodio della trilogia, Ancillary Sword, vincendo nuovamente il BSFA Award, il Premio Locus, stavolta per il miglior romanzo, e arrivando tra i finalisti al Premio Hugo.

Nel 2015 ha poi chiuso la trilogia con il romanzo Ancillary Mercy, che ha vinto ancora una volta il Premio Locus, è stato nominato per il Dragon Award e per il Nebula Award ed è arrivato tra le opere finaliste al Premio Hugo.

 

 

Ascolta anche: Samuel Delany e la ricostruzione di un io che non c’è

 

 

Leckie ha raccolto l’eredità dei grandi autori Fantasy del passato, come Ursula K. Le Guin, ad esempio, rinnovando però la tradizione e conducendo il lettore in un impero galattico il cui fulcro non è l’ampio respiro o la vastità degli scenari, bensì l’uomo e la sua perenne battaglia contro se stesso.

Per saperne di più sull’impero del Radch non vi resta che premere play!

Paolo Emilio Colombo

 

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