Con Paolo Fusco dentro il tavolo Smart Technology & Smart Infrastructure della Consulta Roma Smart City Lab, per parlare di come 5G, sensori e dati stanno trasformando la città di Roma
Un’infrastruttura intelligente non interviene quando qualcosa non funziona. Interviene prima.
Questa è, in estrema sintesi, la differenza tra una città e una Smart City. Ne abbiamo parlato con Paolo Fusco ai microfoni di Rome Smart Hub, il nostro format sul futuro smart della Capitale, realizzato in collaborazione con la Consulta Roma Smart City Lab. Questa puntata apre il capitolo dedicato alle infrastrutture intelligenti della seconda edizione del podcast, incentrata sui tavoli tematici della Consulta e ai progetti concreti che nascono o si sviluppano al suo interno.
Cosa rende “smart” un’infrastruttura? Un’infrastruttura diventa intelligente quando smette di essere passiva, quando è in grado di “raccontarci cosa sta succedendo”. Sapere in ogni momento cosa funziona, se ci sono anomalie, se ci sono segnali che anticipano un problema. Il monitoraggio continuo è il cuore di tutto. Ed è proprio su questo che lavora Sensoworks, la società che Fusco rappresenta all’interno della Consulta.
Roma è una città stratificata nel senso più letterale del termine: infrastrutture di epoche diverse convivono nello stesso spazio urbano, spesso progettate senza alcun dialogo tra loro.
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Il tavolo che Fusco coordina all’interno della Consulta ha una natura diversa dagli altri. Si chiama Smart Technology & Smart Infrastructure ed è trasversale: va dalla mobilità alla sicurezza, dal turismo alla salute. “Più che un tavolo tematico, è un tavolo abilitante”, spiega Fusco, “che lavora per mettere la tecnologia al servizio degli altri ambiti e renderla utilizzabile davvero.”
Tra i progetti concreti c’è una proposta di monitoraggio dei flussi pedonali nel quadrante del Vaticano, area su cui Roma sta investendo in riqualificazione urbana, restituendo spazio ai pedoni e al verde. Il punto, però, è che di queste conversioni si sa poco, dopo. Si sa che le piazze cambiano faccia, ma non come i cittadini e i turisti le vivono.
L’idea è capire come un aumento dei flussi pedonali impatta sulla domanda di trasporto pubblico, come influisce sulla sicurezza, come modifica l’esperienza turistica nell’area. “Non guardiamo il dato in modo isolato, ma come parte di un sistema molto più grande”, dice Fusco. Videocamere già installate sul territorio, la rete 5G su cui il Comune ha fatto un investimento importante, per non parlare dei tanti software capaci di trasformare i dati in decisioni operative, dalla Polizia Municipale a Roma Mobilità.
“Quando inizi a mettere in relazione questi elementi, passi da una città che osserva a una città che capisce e gestisce.”
Vuoi sentire la conversazione completa con Paolo Fusco? La puntata è disponibile su Spotify, Apple Podcasts, Spreaker, SoundCloud e tutte le principali piattaforme. Cercate Rome Smart Hub, oppure ascoltate direttamente dal player qui sotto.

