Tutto quello che sappiamo del film Artificial su Sam Altman

Il film Artificial su Sam Altman passa da Amazon a Neon. Dietro la vicenda emerge il rapporto complesso tra cinema, intelligenza artificiale e potere tecnologico. Il cinema ha sempre avuto il compito di osservare il potere e interrogarsi su chi lo esercita. Ora Hollywood entra dentro uno dei capitoli più importanti della trasformazione digitale contemporanea

 

 

Ci sono storie che nascono per raccontare il futuro e finiscono per diventare esse stesse parte della storia che raccontano.

La vicenda di Artificial, il film dedicato a Sam Altman e alla crisi che ha attraversato OpenAI nel 2023, appartiene a questa categoria. Un progetto cinematografico nato per osservare da vicino uno dei protagonisti della rivoluzione dell’intelligenza artificiale si è trasformato in un caso emblematico del rapporto sempre più fragile tra industria tecnologica e controllo della narrazione pubblica.

Il film, diretto da Luca Guadagnino, autore di Call Me by Your Name, ha trovato una nuova casa dopo che Amazon MGM Studios ha deciso di cedere il progetto. Ad aaccoglierlo è stato lo studio indipendente Neon, che distribuirà la pellicola a livello internazionale entro la fine dell’anno.

Al centro della trama c’è uno degli episodi più sorprendenti della recente storia della tecnologia: il licenziamento improvviso di Sam Altman da parte del consiglio di amministrazione di OpenAI nel novembre 2023 e il suo successivo ritorno alla guida dell’azienda pochi giorni dopo. Un terremoto interno che ha mostrato al mondo quanto siano complesse le dinamiche di potere dietro una delle società più influenti dell’era dell’intelligenza artificiale.

Artificial diventa così uno specchio delle contraddizioni dell’epoca dell’AI.

 

 

Leggi anche Accesso alle AI più potenti sotto controllo governativo: la stretta di Trump su OpenAI e Anthropic

 

 

Secondo quanto riportato dal The New York Times, Amazon MGM Studios aveva inizialmente sostenuto il progetto, approvandone la produzione nel 2023 e investendo circa 40 milioni di dollari. Lo studio aveva anche organizzato proiezioni di prova e pianificato una possibile presentazione al festival SXSW di Austin.

Poi, Amazon ha annunciato un investimento miliardario in OpenAI, con un accordo del valore dichiarato di 50 miliardi di dollari, è, successivamente, ha comunicato ai produttori di voler vendere il film. In una dichiarazione ufficiale, l’azienda ha spiegato che il progetto avrebbe trovato maggiore valorizzazione attraverso un altro distributore.

La coincidenza temporale ha acceso inevitabilmente il dibattito. Il cinema racconta spesso il potere, ma raramente si trova così vicino ai meccanismi economici e industriali che sta osservando.

La domanda che emerge riguarda la possibilità di raccontare criticamente una figura centrale dell’ecosistema tecnologico quando gli stessi protagonisti dell’industria digitale sono diventati anche grandi finanziatori dell’industria culturale.

Le grandi aziende tecnologiche hanno assunto negli ultimi anni un ruolo sempre più importante nella produzione cinematografica e audiovisiva. Piattaforme come Netflix, Amazon e altri operatori globali hanno modificato il modo in cui i contenuti vengono finanziati, distribuiti… e anche consumati.

La tecnologia ha conquistato Hollywood e Hollywood, a sua volta, prova a raccontare la tecnologia. È un rapporto pieno di tensioni.

Da una parte c’è la necessità delle aziende di costruire una reputazione pubblica attraverso storie capaci di raggiungere milioni di persone. Dall’altra c’è il bisogno degli artisti di mantenere uno spazio critico, soprattutto quando il soggetto narrato riguarda proprio chi possiede gli strumenti economici per influenzare quella narrazione.

 

 

Leggi anche Emma, l’AI italiana è già offline: cinque giorni di meme e poi la chiusura

 

 

Lo studio indipendente Neon è diventato negli ultimi anni una delle realtà più interessanti del cinema contemporaneo, sostenendo opere come Parasite, primo film non in lingua inglese a vincere l’Oscar come miglior film, e Anora, premiato agli Oscar 2025.

Come ha dichiarato Stephen Galloway, preside della Dodge College of Film and Media Arts della Chapman University, l’acquisizione rafforza l’identità di Neon come luogo aperto ai registi e alle opere più ambiziose.

La pellicola potrà quindi arrivare al pubblico con una nuova prospettiva distributiva, libera dal legame diretto con una delle aziende coinvolte nella storia raccontata.

Il paradosso più interessante rimane quello al centro del film stesso. Sam Altman è una delle figure che più hanno contribuito a trasformare l’intelligenza artificiale da tema di ricerca specialistico a fenomeno culturale globale. La sua vicenda personale racconta il lato umano della tecnologia: ambizione, visione, conflitti interni, fragilità, questioni istituzionali.

L’intelligenza artificiale viene spesso descritta attraverso numeri. La storia di OpenAI mostra, invece, una dimensione profondamente umana. Riconosciamo al Cinema la sua forza più grande, perché continua a ricordarci che ogni rivoluzione tecnologica rimane, prima di tutto, una storia di persone.

Tuttavia, ancora non sappiamo quale immagine emergerà sullo schermo. Un ritratto personale di Sam Altman? Una riflessione sulla governance dell’intelligenza artificiale?

Potrebbero interessarti

PODCAST

Cultura e Società

Smart Health: la tecnologia al servizio delle persone

Ospite: Serena Candigliota

ROME SMART HUB
con Sabrina Colandrea

PODCAST

Big Data

Quando i satelliti vegliano su Roma: l’Earth Intelligence di Titan4

Ospite: Camille Lapaire

ROME SMART HUB
con T. Sharon Vani

PODCAST

Cultura e Società

Women&Tech ETS: 20 anni di donne che costruiscono il futuro tecnologico

Ospite: Mary Franzese, Laura Liguori

SPECIALE RADIO ACTIVA+
con Sabrina Colandrea

PODCAST

Cultura e Società

Bambini e smartphone “soli dentro lo schermo”

Ospite: Guido Scorza

A LITTLE PRIVACY, PLEASE!
con Sergio Aracu

PODCAST

Cultura e Società

Smart Tourism e over-tourism a Roma: la risposta di Hili

Ospite: Pietro Gabbuti

ROME SMART HUB
con Sabrina Colandrea

PODCAST

cybersecurity e leadership femminile
Cybersecurity

Parliamo di cybersecurity e leadership femminile

Ospite: Veronica Leonardi

WOW - WOMEN ON WEB
con Federica Meta, Francesca Pucci