Libro o ebook? Il vero villain del tuo cervello è lo scroll

Cosa dicono gli studi più recenti su carta, schermi e comprensione del testo? Quali fattori incidono di più? Ci siamo abituati a leggere sui dispositivi digitali, oppure in fondo il supporto cartaceo è preferibile?

 

 

Girando su Instagram si trovano centinaia di caroselli che citano dati, studi, ricerche, ma molte volte sono dati non verificati o riportati solo in parte in maniera corretta. Di recente ho trovato un post che spiega cosa succede al cervello quando si legge un libro di carta invece di un ebook.

Ero sul divano e l’ironia mi ha colpito subito. Stavo scoprendo i danni degli schermi… su uno schermo, trascinando slide con un dito. Nonostante ciò, il tema è davvero interessante quindi ho deciso di approfondire per conto mio. Ho fatto una prima ricerca con Perplexity e poi sono andata a verificare le fonti, una per una.

Una Ricerca di Anne Mangen, pubblicata su Frontiers in Psychology analizzava la questione già nel febbraio 2019. Il gruppo di lavoro, legato al Norwegian Reading Centre dell’Università di Stavanger, ha fatto leggere un racconto lungo a 50 persone, una parte su libro cartaceo e una parte su Kindle. La comprensione complessiva è risultata simile nei due gruppi. Una prova specifica, però, ha favorito la carta: ricostruire l’ordine cronologico degli eventi. Il risultato riguardava la collocazione temporale dei fatti e non se ne può concludere che la memoria o la comprensione in generale siano migliori su carta.

Qualche anno dopo, nel 2023, l’Università di Valencia ha pubblicato una Ricerca con oltre 450mila partecipanti; lo studio è una meta-analisi di Altamura, Vargas e Salmerón, pubblicata online su Review of Educational Research a dicembre 2023. Nello specifico, ha messo insieme 25 studi e 39 confronti.  La meta-analisi trova un’associazione positiva più solida tra la lettura ricreativa su carta e la comprensione, mentre per la lettura ricreativa digitale l’associazione è molto più debole. Si tratta di un legame statistico e non dimostra che ogni testo si capisca meglio su carta.

 

 

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Invece, la meta-analisi di Clinton-Lisell e Litzinger (2026) ha analizzato 56 studi e 79 Effect Size, confrontando la carta con computer, tablet, e-reader e smartphone. La carta risulta la modalità meglio classificata. La comprensione è più bassa su computer e smartphone, mentre per il tablet non emerge una differenza affidabile. Come mai? Gli schermi piccoli, come quelli degli smartphone, mostrano meno testo per volta e possono rendere più difficile consultare passaggi precedenti e collegare le idee.

Un fattore importante è lo scorrimento: quando il testo digitale richiede di scrollare, la carta è avvantaggiata, mentre con testi visibili per intero o divisi in pagine digitali le differenze non sono affidabili. I fattori che più riducono il divario sono l’assenza di scrolling, una modalità digitale a pagine fisse e, in generale, testi o compiti in cui il lettore non deve continuamente ritrovare la propria posizione. Non è, però, una garanzia che carta e digitale siano sempre equivalenti: contano anche dispositivo, lunghezza e genere del testo, tempo disponibile e tipo di comprensione misurata.

Li e Yan (2024) segnalano che con testi brevi, sotto le mille parole, non emergono differenze affidabili, mentre con testi più lunghi la tendenza favorisce la carta.

Senza ombra di dubbio, conta anche che cosa si legge! Il vantaggio della carta emerge soprattutto con i testi informativi, cioè quelli su cui di solito si studia. Con i romanzi le differenze non risultano significative e la velocità di lettura è simile nei due supporti.

Il digitale ha anche vantaggi che la carta non offre, come ricorda la rubrica “L’ora del Tech” del Corriere TV di Paolo Ottolina e Michela Rovelli. Su un ebook si può cercare subito una parola sconosciuta nel dizionario, utile soprattutto con i testi in lingua straniera, oppure aprire un link per risalire a una fonte. Per chi ha dislessia o problemi visivi, poi, la sintesi vocale e la possibilità di ingrandire i caratteri rendono accessibile un testo che su carta resterebbe chiuso.

Il discorso cambia con i più piccoli. Una meta-analisi del 2025 su 29 studi con bambini in età prescolare ha trovato un piccolo vantaggio dei libri digitali nella comprensione delle storie e uno più marcato nell’apprendimento del vocabolario, con risultati che variano in base all’età, al contesto socioeconomico e alla presenza di un adulto che legge insieme al bambino.

Comunque, alla fine, resta una questione che con la comprensione c’entra poco: comprando un ebook si acquista spesso una licenza d’uso legata a una piattaforma, mentre il libro di carta rimane tuo. Vi suona familiare? Per esempio con la scelta dei videogiochi per la Playstation?

Prima di salutarci, vi lascio la classifica degli ebook più acquistati rispettivamente per Kobo e per Amazon Kindle, mentre qui trovate la classifica dei libri più letti nel 2026, comunicata durante l’ultima recentissima Fiera del libro a Francoforte.

 Classifica Kobo

 

Classifica Amazon Kindle

 

Altre fonti da consultare:

  1. Clinton-Lisell, V. & Litzinger, C. (2026). Decoding digital reading: a network meta-analysis of comprehension across devices, Education and Information Technologies.

  2. Liang, C., Zhang, L. & Sun, J. (2025). The Comparative Impact of Digital and Print Storybook Reading on Preschool Children’s Comprehension and Vocabulary Learning: A Two-Decade Meta-Analysis, International Journal of Early Childhood, 57, 547–573.

  3. Koparan, B. (2025). An investigation of the effects of different text formats on middle school students’ reading comprehension performance, PLOS ONE, 20(10).

  4. Salmerón, L. et al. (2024). Reading Comprehension on Handheld Devices versus on Paper: A Narrative Review and Meta-Analysis of the Medium Effect and Its Moderators, Journal of Educational Psychology, 116(2), 153–172.

  5. Li, Y. & Yan, L. (2024). Which Reading Comprehension Is Better? A Meta-Analysis of the Effect of Paper Versus Digital Reading in Recent 20 Years, Telematics and Informatics Reports.

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