Pucs.it, il sito che trasforma la burocrazia in un videogioco

È online Pucs.it, ovvero il “Portale Unico delle Complicazioni Semplici”, un sito ironico che riproduce i siti della PA italiana

 

 

È online Pucs.it, un sito che riproduce in chiave ironica l’esperienza di navigazione dei portali della pubblica amministrazione italiana.

Il progetto, acronimo di “Portale Unico delle Complicazioni Semplici”, simula difficoltà tecniche, incoerenze e passaggi macchinosi che spesso caratterizzano i servizi digitali pubblici. Il tutto è strutturato come una serie di “livelli” da superare, che ricordano i videogiochi più frustranti.

Una vera e propria parodia interattiva che riproduce – e amplifica – le difficoltà dei servizi digitali della pubblica amministrazione.

 

 

Pucs.it si apre con un avviso di manutenzione straordinaria “programmata” dal 2003 e rinnovata ogni anno, per poi proseguire con un doppio banner dei cookie che ricompare anche dopo aver accettato tutto. Molto simile, per stile e colori, ai portali reali della PA, il sito è stato creato da Antonio Giarrusso, imprenditore attivo nel settore digitale e fondatore di Userbot, piattaforma di consulenza e assistenza tecnica per sistemi informatici.

In un post su LinkedIn ha spiegato: “Non è un attacco alla pubblica amministrazione, né alle tante persone che ogni giorno lavorano seriamente per migliorare servizi spesso molto complessi. È piuttosto una caricatura di dinamiche che, in forme diverse, possono emergere tanto nel pubblico quanto nel privato, quando il digitale non viene progettato davvero attorno all’utente“.

Come racconta nel post, l’idea di Pucs.it è nata dopo alcune difficoltà burocratiche incontrate nel processo per ottenere la carta d’identità elettronica.

Si tratta di un progetto definito “100% AI vibe-coded”, cioè realizzato utilizzando un’intelligenza artificiale in grado di programmare, non solo di scrivere testi o generare immagini.

Il sito si presenta come una sorta di Browser Game: la navigazione è un percorso a ostacoli tra pop-up che si aprono, ma anche quiz a tema burocratico e una serie di “missioni” che richiedono il raggiungimento progressivo di determinati risultati, come l’accesso tramite provider di identità digitale fittizi o la raccolta di documenti sparsi nelle varie sezioni del sito.

Insomma, un’istantanea di un rapporto ancora oggi troppo complicato tra cittadini e servizi digitali della pubblica amministrazione.

 

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