Il Sud Italia protagonista strategico del Mediterraneo

E l’esigenza di costruire un asse euro-africano per fronteggiare crisi energetica, alimentare e umanitaria

 

 

“Without investments, there are no jobs. Without jobs, there’s no growth. Without growth, there’s no future”. È il mantra di The European House – Ambrosetti, primo Think Tank privato in Italia e tra i primi 10 in Europa per l’ottavo anno consecutivo.

Il Forum Verso Sud di Sorrento, “la Cernobbio del Sud” di cui si è molto parlato negli ultimi giorni, è stato voluto da Mara Carfagna, Ministra per il Sud e la Coesione territoriale, e organizzato proprio da The European House – Ambrosetti, con il supporto di Agenzia per la Coesione Territoriale, Gruppo FS Italiane, Intesa Sanpaolo, Gruppo MSC, Adler e Mediocredito Centrale. Obiettivo dell’iniziativa la creazione di una piattaforma pubblico-privata a carattere internazionale che riunisse imprese, istituzioni, rappresentanti dell’accademia e della Ricerca, per costruire, valorizzare e comunicare una nuova idea di meridione e di Paese. Con le parole della Ministra Carfagna, infatti, “Il Sud è l’area del Paese che può e deve dare di più, cambiando il suo destino di periferia e diventando centro”.

 

 

Ascolta anche: Verso Sud, le dichiarazioni dei protagonisti

 

 

A proposito di investimenti-volano per lavoro, crescita e futuro, tra i temi trattati dagli ospiti di Verso Sud nei vari panel c’è stato, naturalmente, il PNRR, con i suoi 82 miliardi (il 40% del totale del totale) vincolati per i progetti nel Meridione, finanziamenti che si sommano a quelli del Fondo per lo sviluppo e la coesione. “La struttura del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza prevede che lo stanziamento di fondi sia vincolato al rispetto delle scadenze e al raggiungimento di precisi obiettivi”, ha osservato il premier Mario Draghi nel corso del suo intervento. E ha aggiunto: “Dobbiamo procedere rapidamente con l’agenda di riforme concordata con l’Unione Europea per non perdere l’accesso ai finanziamenti e per superare le fragilità strutturali che hanno rallentato la crescita del Sud Italia“.

Se veicolati efficacemente, i fondi del PNRR possono “porre le basi per consolidare specificità ed eccellenze del Mezzogiorno nel cosiddetto Mediterraneo allargato: dalla produzione di energie rinnovabili alla logistica portuale, dal turismo ecosostenibile alle produzioni industriali di avanguardia, dalla cultura alla Ricerca”, come ha sottolineato anche il Presidente della Camera dei deputati, Roberto Fico, nel suo discorso.

 

 

Ascolta anche Forum Verso Sud: cronaca della prima giornata a Sorrento

 

 

Naturalmente, non sono mancati i riferimenti alla situazione in Ucraina. La guerra richiede di progettare un nuovo futuro e questo futuro necessariamente deve guardare a Sud. Il conflitto in corso dal 24 febbraio e tutto ciò che ne consegue, a cominciare dalla crisi dei combustibili e del gas, impongono, infatti, all’Italia un ripensamento del suo ruolo strategico nel Mediterraneo.

La dipendenza dal gas russo ha portato alla luce la necessità di diversificare le forniture, “obiettivo su cui ci siamo mossi celermente”, ha commentato il Presidente del Consiglio. “Al contempo è necessario puntare sulle rinnovabili per migliorare la sostenibilità del nostro modello produttivo e i Paesi della sponda Sud del Mediterraneo sono un partner naturale su entrambi i fronti”, ha aggiunto Draghi. La produzione di energia solare, eolica e geotermica, infatti, garantisce la sua resa maggiore a Sud ed è sempre a Sud che si ipotizza la collocazione dei nuovi rigassificatori per l’importazione di gas liquido dagli Stati Uniti e dal resto del mondo.

 

 

Ascolta anche Forum Verso Sud: cronaca della seconda giornata a Sorrento

 

 

Il Forum di Sorrento ha fatto emergere un concetto sopra ogni altro: la cooperazione con i Paesi africani e la costruzione di un vero e proprio asse euro-mediterraneo è diventata un’esigenza, sia per definire nuove rotte energetiche, sia per far fronte comune, ad esempio, riguardo alla questione migratoria, immaginando soluzioni innovative. Un esempio potrebbe essere l’istituzione di un partenariato sulla sicurezza alimentare tra i Paesi del Mediterraneo. La guerra, infatti, minaccia conseguenze non solo a livello energetico, ma anche alimentare.

Draghi ha espresso preoccupazione per il blocco delle esportazioni di grano dall’Ucraina: il rischio è che si arrivi a problemi umanitari di proporzioni gigantesche. “Intendiamo investire da subito nella sicurezza alimentare, insieme al resto dell’Unione, per rafforzare e rendere più integrate le catene di approvvigionamento”, ha commentato a riguardo.

Per tutte queste ragioni, i rappresentanti del governo italiano presenti al Forum non hanno fatto mistero dell’intenzione di ampliare i rapporti con i Paesi del Sud del Mediterraneo. Per rafforzare i nuovi partenariati, però, si renderà necessario lavorare al fine di stabilizzare politicamente aree come la Libia, l’Africa e il Medio Oriente. Resta da capire se saranno sufficienti le comuni radici culturali e l’intento di impiantare i semi del buon governo per far breccia nel cuore del complesso continente africano, cui ci riavviciniamo dopo anni di disinteresse, mentre la Cina, la Turchia e la stessa Russia vi intessevano rapporti economici sempre più importanti.

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