Triumph of the Spirit, toccare con mano l’orrore della Shoah

Mentre il negazionismo dilaga, si sperimentano dispositivi VR che permettono di rivivere la tragedia dei campi di sterminio nazisti, per fare in modo che le nuove generazioni non dimentichino. Tra questi “Triumph of the Spirit”

 

 

Il trend è a dir poco inquietante: secondo un’indagine Eurispes, in 15 anni il numero di italiani che negano l’esistenza della Shoah è passato dal 2,7% del 2005 al 15,6% del 2020.

Il 16,1% degli intervistati, invece, ritiene che l’Olocausto non abbia prodotto “così tante vittime come viene sostenuto”. Un’opinione non affatto isolata nel mondo e in Europa in particolare. Ad esempio, quasi un quarto degli olandesi nati dopo il 1980 crede che l’Olocausto sia un mito o che il numero delle sue vittime sia enormemente esagerato (Cfr. Claims Conference).

Non è finita qui: in occasione della Giornata della Memoria, l’UNESCO ha evidenziato come l’antisemitismo, il negazionismo e la distorsione della verità storica continuino a proliferare su tutte le piattaforme social.

In media, nel 2022, il 16% dei post sull’Olocausto pubblicati sui social media presentava una versione falsificata della Storia, con Telegram, dove non esiste moderazione dei contenuti, in testa a questa poco invidiabile classifica “grazie” al 49% di fake news condivise.

 

 

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E mentre con il trascorrere degli anni le testimonianze dei sopravvissuti a una delle più grandi tragedie dell’umanità vanno scomparendo, si studiano nuovi modi per tramandare la memoria alle nuove generazioni.

In questo contesto, si colloca Triumph of the Spirit, un’esperienza di Virtual Reality che permette di visitare il campo di sterminio di Auschwitz rivivendo le violenze, i soprusi e il dolore che vi regnarono per cinque lunghissimi anni.

Più di 1,1 milioni di persone, delle quali circa il 90% di origine ebraica, furono massacrate ad Auschwitz, prima che il campo venisse liberato dall’Armata Rossa nel gennaio 1945. Una vera “sistematizzazione della morte” che Triumph of the Spirit mostra in tutto il suo orrore: dagli enormi cumuli di vestiti appartenuti ai prigionieri ai treni merci dove i deportati venivano stipati all’inverosimile, fino ad arrivare alle camere a gas e ai forni crematori.

È diventato virale il video in cui Menachem Haberman, un 95enne sopravvissuto alla Shoah che aveva scelto di rivivere la tragedia del campo di sterminio attraverso la realtà virtuale, rimuove il dispositivo VR dopo pochi minuti in preda alle lacrime.

Per poi aggiungere: “Mi è sembrato di tornare indietro nel tempo. Mi sono tornate in mente alcune cose che ancora oggi non riesco a dimenticare”.

 

 

Leggi anche: Il fenomeno delle canzoni virali su TikTok create con l’AI

Benedetto Antuono

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