CIFcast

Il fuorilegge nella letteratura di Fantascienza

Un tipo poco raccomandabile in lotta per la libertà, l’uguaglianza o la giustizia nel contesto di mondi futuristici oppressivi

 

 

Rapidi come ombre nella notte, i nostri Lorenzo, Damiano ed Emiliano scivolano in una nuova puntata di CIFcast, la nostra serie podcast realizzata in collaborazione con il Collettivo Immaginario Fantastico.

Fremete dalla voglia di scoprire qual è il nuovo personaggio della Science Fiction attorno a cui hanno costruito l’episodio? Pure noi, ed è presto detto: si tratta di un tipo poco raccomandabile, ovvero il fuorilegge.

 

 

Leggi e ascolta anche: Il cyborg, ovvero il sogno della fusione tra uomo e macchina

 

 

Il fuorilegge è un personaggio ricorrente in vari contesti letterari, e non solo. Nella Science Fiction, naturalmente, il concetto è stato esplorato in relazione a ambienti futuristici, tecnologie avanzate e società distopiche.

Il tema di fondo è quello della ribellione contro l’autorità: nella letteratura fantascientifica spesso il fuorilegge insorge contro un governo totalitario e, in generale, si tratta di un individuo in lotta per la libertà, l’uguaglianza o la giustizia in un mondo futuristico oppressivo.

Ai margini della civiltà interplanetaria o intraplanetaria, i fuorilegge vivono avventure spaziali e lottano per la propria sopravvivenza. Infatti, all’interno di altri scenari tipici della Science Fiction, fuorilegge può essere chi tenta di sfuggire alle restrizioni imposte dalla società terrestre o, ancora, chi si ribella contro le leggi di una colonia spaziale. Non solo. In alcuni casi si può trattare di individui che sfidano norme allo scopo di sperimentare tecnologie proibite.

Come per altri personaggi tipici, anche in questo caso l’argomento consente agli autori di esplorare temi sociali, etici e politici in un contesto futuristico, aggiungendo elementi di suspense, avventura e riflessione critica sulle strutture di potere e controllo.

 

 

Leggi e ascolta anche: Alla scoperta degli scienziati. Sì, anche di quelli pazzi

 

 

Si potrebbero fare molti esempi di personaggi fuorilegge nella Fantascienza, ciascuno con la propria storia unica. I nostri, però, scelgono di soffermarsi in modo particolare sui cinque principi dèmoni dell’omonima serie di Jack Vance.

Pseudonimo di John Holbrook Vance, Jack Vance è stato uno scrittore statunitense di narrativa Fantasy, fantascientifica e poliziesca. Molte sue opere sono state firmate con gli pseudonimi Ellery Queen, Alan Wade, Peter Held e John van See. Tra i lavori degni di nota dell’autore, i nostri citano il ciclo della Terra Morente, quello di Tschai, la trilogia di Lyonesse e, soprattutto, le serie – ciascuna autonoma per trama e cronologia interna – ambientate nell’universo del Gaean Reach, ovvero una regione dello spazio esterno densamente popolata di colonie terrestri con stretti contatti commerciali a fronte di immense differenze culturali.

È proprio all’interno di uno di questi “universi dentro a un universo” – l’Oikumene – che si svolge la storia di Kirth Gersen, un fuoricasta, un assassino provetto e implacabile, un uomo la cui identità è quasi interamente basata su una missione, ovvero vendicarsi di cinque esseri malvagi che hanno distrutto la sua famiglia e la sua casa.

Nell’Oikumene regna l’ordine, più o meno. Fuori, invece, nel Dilà, c’è il territorio libero dei fuorilegge, dove nemmeno la polizia spaziale osa avventurarsi.

 

 

Leggi e ascolta anche: La solitudine del sopravvissuto

 

 

Oltre ai cinque malvagi fuorilegge, anche il protagonista non può propriamente definirsi uno stinco di santo e usa ogni mezzo per ripristinare la (sua) giustizia.

La trama di fondo è incredibilmente banale: un uomo vuole vendicarsi, segue le tracce di uno dei suoi nemici, lo attira in trappola, lo costringe a rivelarsi e lo uccide.

Chiaramente non è questo il punto forte dell’opera. La sua forza risiede nella costruzione di un universo sopra le righe, eppure assolutamente coinvolgente. In particolare, sono le personalità dei cinque dèmoni a troneggiare sul resto. Anche sul protagonista, che, invece, può essere descritto “per difetto”, trattandosi di un segugio senza radici, la cui vita è riempita completamente dal progetto di vendetta da portare a termine, ma, al contempo, priva di qualsiasi altra cosa.

In questo senso, i dèmoni non sono dissimili dal loro cacciatore: tutti sono criminali catturati nella propria ossessione, presi dal proprio narcisismo, dalla propria megalomania.

Ma cosa voleva esplorare realmente Vance con questi personaggi barocchi? Con le parole di Lorenzo:

“Credo di poterlo dire senza scatenare un dibattito letterario, Vance era affascinato dalle differenze tra uomini, culture, civiltà separate da vuoti immensi. Lo scontro tra usi e costumi che si sono sviluppati in modo autonomo – e, spesso, nei suoi libri, in modo assurdo, inutilmente complicato, addirittura controproducente per la vita di tutti i giorni – e la visione di un personaggio che viene ‘da fuori’, come nel ciclo di Tschai. Vance era uno spirito libero. Non vedeva con molta simpatia la religione, per esempio. Era un grandissimo creatore di mondi (con gli hint lasciati in una pagina di un suo lavoro un altro autore ci avrebbe fatto 20 saghe) ed era fortemente critico nei confronti delle società statiche e asfittiche.”

 

 

Leggi e ascolta anche: Un viaggio nell’anima del soldato Sci-Fi

 

 

In Vance la figura del criminale, la lotta per la giustizia o la vendetta servono a esplorare zone molto liminari della società e, in ultima analisi, del nostro inconscio. I dèmoni, infatti, sono maschere di quello che potrebbe essere un criminale senza freni, sadici narcisisti che hanno a disposizione interi pianeti con cui giocare.

A parte il tema della frontiera, tanto caro agli scrittori americani, luogo al confine tra umanità e bestialità, civilizzazione e natura selvaggia, avventura e possibilità, in questa serie di Vance, il Dilà, il mondo al di fuori dell’Oikumene, è terreno fertile per esplorare il rapporto tra umanità-legge e disumanità-illegalità.

Tuttavia, lo stare ai margini non è di per sé foriero di criminalità, almeno per questo autore. Anzi, Kirth Gersen agisce a sua volta ai margini della legge, pensando sia l’unico modo per sconfiggere mostri che nessun altro osa sfidare, e invitandoci a riflettere ancora una volta sul concetto di moralità e sulle conseguenze di ogni scelta.

Sul finale, il consiglio dei nostri speaker è di partire da questa serie di Jack Vance, e dai suoi personaggi fuorilegge, per esplorare gli infiniti protagonisti al limite del mondo Sci-Fi. Prima, però, ascoltate me, godetevi questo succoso episodio di CIFcast e recuperate i precedenti!

S. C.

Ospite

Potrebbero interessarti

PODCAST

Cultura e Società

The Matilda Effect e perché ancora oggi non lo abbiamo superato

Ospite: Martina Lascialfari

WOW - WOMEN ON WEB
con Federica Meta, Francesca Pucci

PODCAST

Cultura e Società

Il suo nome è “una parola che uccide”: il messia nella Science Fiction

CIFcast
con Lorenzo Davia, Damiano Lotto, Emiliano Maramonte

PODCAST

Cultura e Società

Ragazze Digitali contro il pregiudizio

Ospite: Barbara Santi

WOW - WOMEN ON WEB
con Federica Meta, Francesca Pucci

PODCAST

Cultura e Società

Cronache italiane del Gender Gap

Ospite: Ilenia Deriu

WOW - WOMEN ON WEB
con Federica Meta, Francesca Pucci

PODCAST

Cultura e Società

Ridaje offre una seconda chance: da senzatetto a giardinieri urbani

Ospite: Lorenzo Di Ciaccio

SPECIALE RADIO ACTIVA+
con Giulia Borgherese

PODCAST

Cultura e Società

La Matematica è donna nel film di Anna Novion “Il teorema di Margherita”

Ospite: Anastasia Plazzotta

NOVE VOLTE SETTE
con Davide Del Vecchio