Intervista a Daniela Daverio, CEO della Service Division di EOLO Spa
Il Digital Divide si riferisce alle disuguaglianze economiche, educative e sociali tra due gruppi di persone: quelle con accesso alla rete e alle nuove tecnologie e quelle senza. Quali sono gli impatti di questo divario in Italia? Cosa si può fare per combatterlo?
Ne discutono in questa nuova puntata di WoW -Women on Web, le nostre speaker, Federica Meta e Francesca Pucci, in compagnia della CEO della Service Division di EOLO Spa, Daniela Daverio.
Il divario digitale sta diventando sempre più importante perché interessa tutti, non solo coloro che non hanno accesso alla tecnologia.
Se non è possibile analizzare nel dettaglio tutti i fattori da cui può dipendere il Digital Divide per via del loro numero, è più importante esaminare le possibili conseguenze del fenomeno.
L’argomento è complesso, ma un buon punto di partenza su cui la maggior parte degli esperti del settore concorda è pensare a Internet come a un bene comune: se accettiamo una visione simile, allora garantire a tutti un accesso libero ed equo alla rete diventa una questione politica. Ma il nostro governo è consapevole degli effetti negativi di una mancata gestione della Governance Digitale?
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Pensiamoci, se Internet deve essere un bene al pari dell’acqua pubblica, occorre garantirne l’accesso alle stesse condizioni per tutti, indipendentemente dall’effettivo utilizzo che ognuno ne fa e dai benefici che possono derivare per ciascuno. Le tecnologie digitali possono essere uno strumento di rinforzo sociale se gestite nel modo adeguato. Tuttavia, le nuove potenzialità offerte dall’accesso alla rete comportano nuovi problemi sociali: coloro che sono esclusi dall’accesso a Internet o dall’utilizzo delle nuove tecnologie rimangono vittime della disuguaglianza perché non dispongono dei mezzi per partecipare attivamente alla società digitale.
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Il divario digitale è pericoloso perché può portare alla disuguaglianza sociale e all’isolamento.
Gli esclusi dal mondo digitale soffrono a livello socio-economico e culturale. Analizzare le conseguenze di questo fenomeno è complesso, in quanto il Digital Divide colpisce la sfera relazionale e comunitaria delle persone e il godimento di alcuni diritti inalienabili, come la libertà di espressione e un più facile accesso alle informazioni. Non solo, si pensi a tutte quelle attività che nel tempo sono state digitalizzate e che non sono possibili per chi non conosce o non ha accesso agli strumenti digitali (pagamento delle bollette, rapporti con la pubblica amministrazione, cartelle cliniche, e così via). Si tratta a tutti gli effetti di una nuova forma di disuguaglianza e di un grave fattore di discriminazione culturale ed esclusione sociale.
Il divario digitale ha il potenziale per danneggiare coloro che sono già svantaggiati perché dispongono di minori risorse economiche o culturali o perché sono vittime di disuguaglianze, minando così la possibilità di una società digitale inclusiva.
La parola chiave per affrontare questo tema sembra essere solo una: consapevolezza (da parte degli organi competenti). Noi, intanto, ne parliamo e vediamo se si smuove qualcosa.
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