C.S.I. Customer Success Italia

Misurare il successo: una moneta a due facce

Torna C. S. I. – Customer Success Italia con una puntata dedicata alla misurazione del successo

 

 

Nell’affascinante universo del Customer Success, la misurazione del successo è il fulcro intorno al quale ruotano tutte le strategie orientate al cliente. È questo l’argomento al centro del terzo episodio di C.S.I. Customer Success Italia.

I nostri Francesco Acabbi e Mark Bartucca questa volta presentano un’analisi delle metriche fondamentali che guidano le decisioni nel Customer Success. L’episodio ci porterà a esplorare il significato profondo dietro le metriche più celebrate, come il Retention Rate e il Net Promoter Score (NPS), e a scoprire come queste vanno ben oltre i numeri su un foglio di calcolo.

Il nostro viaggio comincia con la comprensione che ogni metrica, che si tratti del Retention Rate, del Churn Rate o del Customer Lifetime Value (CLV), porta in sé una doppia valenza.

 

 

Ascolta anche l’episodio precedente: Differenze tra Customer Success e Customer Service

 

 

Infatti, da un lato, fornisce alle aziende strumenti preziosi per valutare la propria efficacia nel costruire relazioni durature e proficue con i clienti; dall’altro, riflette l’esperienza, la soddisfazione e, in ultima analisi, il successo del cliente stesso.

Attraverso esempi reali e riflessioni approfondite, in questa puntata esploriamo come le aziende possono bilanciare gli obiettivi aziendali con le aspettative dei clienti, creando un circolo virtuoso di fedeltà e di successo condiviso.

 

 

Se desiderate condividere le vostre opinioni, proporre argomenti per le prossime puntate di questa serie podcast o semplicemente entrare in contatto con noi, non esitate a contattare la Redazione su contributi@radioactiva.it o a cercarci su LinkedIn nel gruppo Customer Success Italia. Siamo qui per continuare a dialogare e a esplorare insieme il vasto mondo del Customer Success.

Ospite

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Nell'ultimo decennio, la guida autonoma ha catturato l'immaginazione di milioni di persone in tutto il mondo. Un fenomeno che ha trascinato con sé promesse di maggiore sicurezza stradale, efficienza e comodità. Tuttavia, dietro questa innovazione che sembra appartenere a un futuro lontano, si cela un intricato labirinto di responsabilità legali e sfide normative che devono ancora essere affrontate e risolte. Il Professore Enrico Al Mureden, figura di spicco nel panorama giuridico e accademico italiano, ci accompagna in un viaggio attraverso i livelli della guida autonoma, svelando le complessità che circondano questo fenomeno. I Livelli della Guida Autonoma: Decifrando la Classificazione SAE Quando si parla di guida autonoma, ci si imbatte spesso nei livelli definiti dalla Society of Automotive Engineers (SAE). Questi livelli, che vanno dall'1 al 5 (con l'aggiunta del "Livello 0"), delineano il grado di automazione presente nei veicoli. Da automobili "storiche" che richiedono l'input completo del conducente (Livello 0) fino alla piena automazione senza necessità di intervento umano (Livello 5), il panorama è estremamente variegato. La Responsabilità Legale: Un Terreno Ancora Inesplorato Con l'avvento della guida autonoma, sorgono interrogativi cruciali riguardanti la responsabilità legale in caso di incidenti o malfunzionamenti dei sistemi autonomi. Chi è da ritenere responsabile in situazioni di emergenza? Il conducente? Il produttore del veicolo? O forse entrambi? Il quadro normativo attuale non offre ancora risposte esaustive a queste domande, lasciando un vuoto che deve essere colmato al più presto. Sebbene siano stati fatti passi avanti, come l'introduzione dell'articolo 34bis "Guida Autonoma", ci troviamo ancora di fronte a una fase di transizione e adattamento. L'Integrazione Tecnologica e Sociale: Una Sinergia Necessaria La guida autonoma non è solo una questione di tecnologia, ma anche di integrazione sociale e legale. È cruciale coinvolgere esperti non solo nel campo dell'ingegneria, ma anche della filosofia, sociologia e giurisprudenza per garantire un approccio olistico e sostenibile a questa rivoluzione. Il Futuro della Guida Autonoma: Oltre le Macchine Isolate È importante ricordare che la guida autonoma non esiste in un vuoto tecnologico, ma è parte integrante di un contesto più ampio. La collaborazione tra settori e la revisione delle normative sono fondamentali per garantire una transizione fluida verso un futuro in cui la guida autonoma sarà la norma piuttosto che l'eccezione. In conclusione, la guida autonoma rappresenta una delle sfide più affascinanti e complesse del nostro tempo. Tuttavia, affrontare queste sfide richiede non solo innovazione tecnologica, ma anche una profonda riflessione etica e legale. Solo integrando tutte queste componenti potremo realizzare pienamente il potenziale trasformativo della guida autonoma, garantendo nel contempo la sicurezza e la responsabilità per tutti gli attori coinvolti.
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